Caos sui fondi all'agricoltura, il Centro Studi chiede l'annullamento del bando: "Professionisti bloccati, disparità gravissima"

-

Il portale telematico va in tilt. Alla ripresa, via libera solo agli uffici sindacali (CAA), esclusi agronomi e periti indipendenti. Tore Piana all'assessore Agus: "Aziende trattate come cittadini di serie B, serve chiarezza".

I cento milioni di euro destinati alle campagne sarde si incagliano nei server. L'apertura del bando regionale per gli investimenti agricoli si è trasformata in uno scontro politico e sindacale a causa di un grave intoppo informatico. Il Centro Studi Agricoli, per voce del presidente Tore Piana, punta il dito contro l'assessorato guidato da Francesco Agus e chiede l'annullamento immediato della procedura.

Al centro della bufera c'è il collasso della rete. Il bando SRD01, finanziato con fondi europei per permettere agli agricoltori di acquistare macchinari o ammodernare le aziende, si è aperto ieri, 31 marzo. La mancanza di un orario ufficiale di avvio ha spinto molti operatori a tentare l'invio delle pratiche allo scoccare esatto della mezzanotte. Il risultato è stato il blocco prolungato del SIAN, il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, ovvero la piattaforma ministeriale in cui si caricano fisicamente i documenti per ottenere i finanziamenti.

La spaccatura tecnologica Il sistema è rimasto paralizzato fino alle tre del pomeriggio. Al momento del riavvio, si è creata la spaccatura denunciata da Piana: il portale ha permesso l'accesso esclusivamente ai CAA (i Centri di Assistenza Agricola, ossia gli uffici di matrice sindacale a cui i contadini delegano la burocrazia), ma ha tenuto fuori i liberi professionisti. Agronomi e periti indipendenti sono rimasti con i monitor bloccati almeno fino alle nove di sera.

Le dichiarazioni del presidente del Centro Studi Agricoli sono trancianti: «Non siamo di fronte a una semplice criticità tecnica, ma a una discriminazione operativa gravissima, che viola la parità di trattamento, altera la competizione tra operatori e danneggia concretamente decine di aziende agricole».

Il fattore tempo e l'ultimatum Il timore del Centro Studi è legato al fattore tempo. Nonostante l'assessorato abbia rassicurato pubblicamente sull'inutilità della corsa al "click day", Piana teme che l'ordine cronologico di invio possa diventare un discrimine decisivo in caso di parità di punteggio tra le aziende. «Le aziende agricole e i professionisti che le assistono non possono essere trattati come cittadini di serie B. Se l’ordine cronologico ha un peso, quanto accaduto assume una gravità amministrativa e politica enorme».

La richiesta recapitata sulla scrivania dell'assessore Agus si articola in quattro punti inderogabili: l'annullamento del bando SRD01, la sua riapertura con data e orario ufficiali, la garanzia tecnica di parità di accesso tra CAA e liberi professionisti, e infine una relazione pubblica che chiarisca le responsabilità del disastro informatico.

La chiosa di Piana suona come un ultimatum: «La trasparenza non è un’opzione, è un obbligo. In assenza di risposte immediate e concrete il Centro Studi Agricoli attiverà tutte le iniziative pubbliche, sindacali e istituzionali necessarie a tutela delle imprese agricole e dei professionisti danneggiati». Un cortocircuito che la sigla definisce un caso imbarazzante, senza precedenti a memoria sindacale.