Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, convoca il presidente di FederPetroli. Sul tavolo una manovra d'urgenza e il coinvolgimento diretto dell'Eni per tagliare i prezzi alla pompa e dare ossigeno alle imprese.
di Pasqualino Trubia
Palazzo Madama convoca i vertici del petrolio. Di fronte all'impennata dei prezzi alla pompa e alle bollette che strangolano il tessuto produttivo, la politica cerca sponde dirette nell'industria. Il senatore Lucio Malan, presidente del gruppo di Fratelli d'Italia e figura di stretta fiducia della premier Giorgia Meloni, ha chiamato a rapporto Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia.
Un vertice a porte chiuse durato circa un'ora, dettato dall'urgenza dei numeri. Malan ha messo sul tavolo la forte preoccupazione dell'esecutivo per una situazione energetica diventata insostenibile. L'obiettivo dichiarato da Palazzo Chigi è intervenire tempestivamente per difendere i consumatori e le aziende dalla speculazione internazionale sul greggio, un salasso che colpisce doppiamente i territori insulari come la Sardegna, dove il costo dei trasporti incide su ogni singola merce. Si sente spesso parlare di "Speculazione sul greggio" e di "Strategia Energetica Nazionale". Di cosa si tratta esattamente? La speculazione si innesca quando i grandi fondi d'investimento scommettono sull'aumento del prezzo del petrolio comprando barili "sulla carta", senza usarli. Questo gioco finanziario al rialzo fa schizzare i prezzi reali di benzina e gasolio che il cittadino paga al distributore. La Strategia Energetica Nazionale è invece il piano a lungo termine con cui uno Stato decide da dove prendere la propria energia (petrolio, gas, rinnovabili), per non farsi trovare impreparato o ricattabile in caso di guerre o crisi estere.
La ricetta di FederPetroli: in campo l'Eni
La risposta dei petrolieri non si è fatta attendere. Nel corso del faccia a faccia, Marsiglia ha offerto al senatore quella che ha definito testualmente «la ricetta migliore». Non una semplice dichiarazione d'intenti politica, ma una manovra economica di peso.
Il piano suggerito da FederPetroli prevede il coinvolgimento diretto dell'Eni, definita senza mezzi termini un «patrimonio dello Stato». L'intento è usare la forza commerciale e industriale del colosso energetico nazionale come scudo per forzare una riduzione immediata dei costi. Una mossa strategica per dare un sollievo tangibile e immediato ai bilanci delle famiglie italiane e a tutto l'indotto aziendale del Paese.
Oltre all'intervento d'urto sui prezzi, l'incontro ha fissato un paletto per il futuro. Marsiglia ha ribadito la necessità vitale di tracciare una «Strategia Energetica Nazionale» chiara e definita. Un'architettura di sistema che permetta all'Italia di reggere gli urti delle turbolenze geopolitiche globali, mettendosi al riparo dai rincari improvvisi che oggi svuotano le tasche dei cittadini.
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