Un uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali. L'esemplare, gravemente deperito, viveva in mezzo alle proprie deiezioni senza un riparo. Ora è al sicuro e affidata alle cure del canile.
di Pasqualino Trubia
La scena si è presentata agli occhi dei Carabinieri in modo inequivocabile durante un normale giro di pattuglia per il controllo del territorio. Nel giardino di un'abitazione privata a Ossi, un cane meticcio di taglia media si consumava lentamente, nell'indifferenza e nel degrado.
La mattina di venerdì 27 marzo, i militari della Stazione locale sono intervenuti per spezzare quella prigionia, denunciando il proprietario.
Il quadro dell'abbandono
L'ispezione dei luoghi ha restituito ai militari una fotografia di grave incuria. L'animale era vincolato a una catena arrugginita di ridotte dimensioni, così corta da inibirne gravemente anche i movimenti più elementari.
Nel perimetro in cui la cagnolina era costretta a vivere mancava tutto l'essenziale per la sopravvivenza: non c'era una ciotola per il cibo, mancava l'acqua e non era presente un riparo idoneo dalle intemperie. La situazione igienica era compromessa dalla presenza di innumerevoli deiezioni sparse, mentre l'animale mostrava un evidente stato di deperimento fisico.
Il sequestro e una nuova vita
Di fronte a queste condizioni critiche, l'intervento dell'Arma è stato immediato. Il cane è stato posto sotto sequestro, sottratto alle privazioni di quel giardino e affidato alle mani esperte del canile competente.
Il personale della struttura ha deciso di dare un nome al meticcio, ribattezzandola Fiamma. L'animale è stato subito sottoposto alle profilassi sanitarie necessarie, regolarmente microchippato e sistemato in un ambiente idoneo a garantirne, finalmente, il benessere e le necessità fisiologiche. Il comunicato istituzionale informa che l'uomo è stato "deferito in stato di libertà" per il reato di maltrattamento di animali. Tradotto dal linguaggio giuridico: i Carabinieri lo hanno formalmente denunciato alla Procura della Repubblica, ma senza fargli scattare le manette ai polsi sul momento. Affronterà le indagini e l'eventuale processo a piede libero. Inoltre, come impongono i codici del nostro Stato di Diritto, l'indagato è protetto dal principio della presunzione di innocenza: la sua colpevolezza sarà considerata certa solo in caso di una sentenza di condanna definitiva da parte di un giudice.
La tutela della salute pubblica passa anche dal rispetto della dignità degli animali. L'operazione di Ossi chiude un capitolo di sofferenza silenziosa e ne apre uno di speranza per Fiamma.
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