Confartigianato riunisce le aziende del territorio. Il messaggio alla Regione è unanime: servono incentivi stabili e procedure snelle per non far morire i piccoli centri.
di Pasqualino Trubia
Gli artigiani non chiedono miracoli, chiedono regole fisse. A Bonorva, la sala consiliare si è riempita per l'assemblea promossa da Confartigianato Imprese Sassari. Il messaggio recapitato alla politica regionale è univoco: le imprese vogliono investire e assumere, ma senza la garanzia di incentivi stabili e programmabili, ogni sforzo imprenditoriale viene vanificato dall'incertezza.
Il nodo del credito e il faro della Legge 949
Gli imprenditori hanno messo in fila le criticità quotidiane: l'accesso al credito che assomiglia a un percorso a ostacoli, i costi di produzione schizzati alle stelle e la cronica mancanza di manodopera qualificata. Ma il bersaglio principale è la discontinuità dei bandi regionali. La platea ha invocato a gran voce il modello della Legge 949, considerata il vero salvagente per chi fa impresa. Che cos'è la Legge 949? È una norma (statale, ma rifinanziata a livello regionale) pensata appositamente per le imprese artigiane. In sintesi: quando un artigiano chiede un prestito in banca per comprare macchinari, scorte o per ristrutturare il laboratorio, la Regione interviene pagando una parte degli interessi al posto dell'imprenditore e rimborsando a "fondo perduto" una percentuale dei soldi spesi. Gli artigiani chiedono che i fondi per questa legge non vengano accesi e spenti a seconda delle stagioni politiche, ma restino sempre disponibili.
Il faccia a faccia con le istituzioni
Al tavolo, guidato dal presidente di Confartigianato Sassari Marco Rau, dalla presidente di Finart Maria Amelia Lai e moderato dal segretario Gavino Sini, sedeva il vicepresidente del Consiglio regionale Aldo Salaris. A lui è stato consegnato l'appello per trasformare le misure "tampone" in aiuti strutturali.
La risposta del rappresentante istituzionale è arrivata direttamente dal microfono, accogliendo l'urgenza di frenare lo spopolamento economico del territorio:
«Cercheremo di supportarvi nelle vostre richieste di strumenti certi, stabili e adeguati, lavorando per renderli per quanto possibile sempre più semplificati anche nelle procedure e celeri nelle erogazioni».
Il ruolo della finanza regionale
All'incontro – a cui hanno fatto gli onori di casa il vicesindaco Mariano Sanna e l'assessora Laura Di Settimo – ha partecipato anche Riccardo Barbieri, presidente della SFIRS. Dietro l'acronimo SFIRS (Società Finanziaria Regione Sardegna) si nasconde, di fatto, la "banca" interna dell'ente regionale. È la società pubblica che ha il compito di gestire i fondi regionali ed europei per agevolare l'accesso al credito delle imprese sarde, fornendo garanzie o erogando prestiti a tassi agevolati quando le banche tradizionali chiudono i rubinetti.
Dopo le tappe di Villanova Monteleone e Porto Torres, il tour di ascolto di Confartigianato proseguirà in altri centri del Nord Sardegna. L'obiettivo finale è compilare un dossier unitario da mettere sulla scrivania della Giunta Regionale. Il tessuto produttivo è vivo; ora la palla passa a chi fa le leggi.