Il gasolio brucia i ricavi: l'autotrasporto sardo a rischio paralisi. Confartigianato lancia l'ultimatum a Roma

Meloni

Carburanti alle stelle (+18,9% in un mese), annullato il taglio delle accise. A rischio 1.500 imprese isolane. L'allarme di Meloni: "Monitoriamo le tariffe di navi e aerei, temiamo nuove stangate".

di Pasqualino Trubia

L'Isola rischia di fermarsi, stritolata dalla morsa dei rincari. L'ennesima fiammata del prezzo del gasolio alla pompa ha letteralmente incenerito i margini di guadagno di chi, ogni giorno, garantisce che l'80% delle merci arrivi nei negozi e nelle aziende sarde. Confartigianato Sardegna non usa mezzi termini e, unendosi alla sigla nazionale Unatras, scrive a Governo e Ministero delle Infrastrutture chiedendo ossigeno finanziario immediato. In caso contrario, lo spettro è quello della sospensione dei servizi.

I numeri del collasso La matematica non fa sconti. Secondo le rilevazioni del Ministero dei Trasporti citate dall'associazione, nell'ultimo mese il costo del gasolio per autotrazione è schizzato in alto del +18,9%, sfondando il muro dei 2 euro al litro e rendendo del tutto inutile il recente "mini taglio" delle accise varato dall'esecutivo. L'Ufficio Studi di Confartigianato ha tradotto queste percentuali in bilanci aziendali: un singolo mezzo pesante consuma circa 36mila litri di gasolio l'anno. L'attuale rincaro si traduce in una stangata secca di 9.000 euro per ogni singolo camion.

Per le 1.500 imprese artigiane sarde del trasporto merci (che danno lavoro a 4.000 dipendenti) la situazione è insostenibile: il costo del carburante, che un tempo incideva per il 50% sull'operatività del veicolo, oggi divora oltre l'85% delle risorse. Con una marginalità di profitto che nel settore sfiora a malapena il 3%, l'aumento del gasolio azzera gli utili e spinge le aziende in perdita. Le associazioni chiedono al Governo lo sblocco immediato del Credito d'Imposta. Cos'è? È, letteralmente, un credito che l'azienda vanta nei confronti dello Stato. In questo caso, le imprese di trasporto maturano il diritto a farsi rimborsare una parte delle "accise" (le tasse fisse) che pagano su ogni litro di gasolio acquistato. Il problema è che lo Stato è lento a restituire questi soldi. Confartigianato chiede di poter "usare subito" questo credito maturato, ad esempio per scalare immediatamente le tasse da pagare a fine mese, garantendo così alle aziende i soldi liquidi in cassa necessari per continuare a fare il pieno ai camion.

L'ombra di nuove tasse su navi e aerei A togliere il sonno agli autotrasportatori (e di riflesso a tutti i sardi) non è solo la pompa di benzina. Secondo l'ISPI, il costo del carburante per le navi è cresciuto del 49% e quello per gli aerei addirittura del 127%.

Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, lancia un doppio allarme contro il rischio speculazioni: «La riduzione delle accise sui carburanti ha avuto effetti positivi solo per pochi giorni ma ora i nostri autotrasportatori sono nuovamente nel panico [...]. Come era facilmente preventivabile, amaramente dobbiamo constatare che la speculazione l’ha fatta da padrona anche questa volta».

Ma il timore più grande riguarda le tariffe marittime e aeree: «Stiamo costantemente monitorando il costo dei trasporti navali perché dopo l’entrata in vigore della “ETS SURCHARGE”, la tassa europea sull’inquinamento delle navi, vorremmo evitare altre “sorprese tariffarie” che andrebbero a gravare in primis sugli autotrasportatori e, successivamente, su tutti i sardi. [...] La stessa cosa la stiamo facendo con il costo dei voli, memori dalla, purtroppo, famigerata “fuel surcharge” di qualche anno fa che fece impennare il prezzo dei biglietti aerei».

Le richieste (e l'avvertimento) a Roma L'Isola paga la doppia tassa dell'insularità e del rincaro energetico. La missiva inviata a Roma non chiede "risorse aggiuntive" a fondo perduto, ma misure d'emergenza per iniettare liquidità: l'uso immediato del credito d'imposta e la sospensione o il rinvio dei pagamenti fiscali e contributivi (le tasse e i contributi INPS dei dipendenti).

L'avvertimento finale siglato da Confartigianato e Unatras è netto: se il Governo non interverrà per garantire la regolarità dei pagamenti e fermare le speculazioni, «il rischio evidente è quello di innescare iniziative che producano la sospensione dei servizi di autotrasporto e momenti di forte tensione». E se si fermano i camion, si ferma la Sardegna.