Risse, pregiudicati e alcol ai minori: il Questore chiude un circolo privato a Sassari

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Sospesa la licenza per 15 giorni. Il locale era diventato l'incubo dei residenti per schiamazzi notturni e aggressioni. Scatta la serrata preventiva.

di Pasqualino Trubia

Quindici giorni di serrande abbassate per restituire il sonno e la tranquillità a un intero quartiere. La Polizia di Stato di Sassari ha notificato la sospensione della licenza e la chiusura temporanea di un circolo privato cittadino, mettendo fine a una situazione di cronico degrado urbano.

Il dossier e le violazioni La decisione porta la firma del Questore ed è l'atto finale di un lungo fascicolo compilato dalle forze dell'ordine. Il locale era finito da tempo sotto la lente della Squadra di Polizia Amministrativa e delle Volanti a causa di una serie ininterrotta di segnalazioni da parte dei residenti esasperati.

Il campionario delle irregolarità accertate dagli agenti è vasto. I controlli hanno evidenziato la sistematica diffusione di musica ad alto volume in piena notte (in aperta violazione delle ordinanze comunali), aggravata dalla totale assenza della documentazione obbligatoria sull'impatto acustico. Ma a preoccupare la Questura non erano solo i decibel. Nel corso del tempo, il circolo è stato teatro di frequenti liti e aggressioni, registrando l'assidua presenza di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia. Tra le contestazioni più gravi mosse dagli investigatori figura anche la possibile somministrazione di bevande alcoliche a minorenni. Nei comunicati delle forze dell'ordine si legge spesso la dicitura "chiuso ex Articolo 100 del TULPS". Cosa significa esattamente? Il TULPS è il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. L'articolo 100 conferisce al Questore il potere diretto di sospendere la licenza di un locale se questo diventa un abituale ritrovo di persone pericolose o pregiudicate, oppure se costituisce un pericolo per l'ordine pubblico, la moralità o la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di una sanzione penale definitiva per il gestore, ma di una "misura cautelare preventiva": serve a congelare immediatamente la situazione, disperdere la clientela pericolosa e stroncare sul nascere il rischio di reati più gravi.

L'obiettivo della sospensione La reiterazione degli episodi ha reso inevitabile l'intervento d'urgenza. Il provvedimento di chiusura per due settimane ha un carattere squisitamente preventivo: mira a recidere i legami tra il locale e i frequentatori abituali ritenuti pericolosi, tutelando al contempo la sicurezza e la vivibilità della zona residenziale. L'avvertimento della Polizia di Stato è chiaro: i controlli sul territorio proseguiranno per garantire il rispetto delle regole e la quiete pubblica.