Santa Teresa di Gallura, la "variante cementizia" svela il bluff: il Piano Urbanistico non è in vigore

Macchia mediterranea

Il GrIG smaschera le carte del Comune su Porto Pozzo. La Regione boccia la lottizzazione costiera e certifica l'inefficacia dell'intero PUC. Deliperi: "Ora accertamenti amministrativi e penali su quanto costruito in questi anni".

di Pasqualino Trubia

Sembrava una semplice battaglia ambientalista contro una nuova colata di cemento in riva al mare. Si è trasformata in un terremoto amministrativo che rischia di far tremare le fondamenta dell'urbanistica di Santa Teresa di Gallura. Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), spulciando tra le carte di una variante edilizia, ha scoperchiato un vaso di Pandora: il Piano Urbanistico Comunale (PUC) non è attualmente in vigore.

Il caso Porto Pozzo e l'accesso agli atti Tutto nasce lo scorso settembre, quando il Consiglio Comunale di Santa Teresa adotta una delibera per una variante al PUC e il contestuale Piano di Lottizzazione in località Porto Pozzo. Il progetto prevede interventi in un'area delicatissima, ricadente nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia. Una zona blindata dal vincolo di conservazione integrale e dalle norme stringenti del Piano Paesaggistico Regionale (PPR).

Il 23 febbraio, insospettito, il GrIG invia un'istanza di accesso civico a tutti gli enti competenti (dal Ministero della Cultura alla Regione, fino alla Soprintendenza), chiedendo non solo lumi sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ma domandando l'annullamento in autotutela della variante.

La bocciatura della Regione e il "dettaglio" fatale Le risposte non si fanno attendere, e sono trancianti. La Soprintendenza di Sassari si sfila, comunicando di non aver espresso alcun parere semplicemente perché la Regione Sardegna aveva già bloccato tutto alla fonte.

La vera bomba è contenuta nella nota della Direzione generale dell'Urbanistica della Regione (datata 22 dicembre 2025). I tecnici regionali non si limitano a dichiarare la lottizzazione "non procedibile" perché in palese contrasto con la legge salvacoste. Vanno oltre, e certificano lo stato di "coma" dell'intero impianto urbanistico cittadino: «Il PUC in adeguamento al PPR, adottato con deliberazione CC n. 33 del 27.11.2014 e approvato con deliberazione CC n. 01 del 21.01.2020, non risulta vigente, non avendo ancora concluso la procedura di approvazione».

In sintesi: il Comune non ha mai risposto alle osservazioni mosse dalla Regione nell'ormai lontano ottobre 2020. Di conseguenza, le misure di salvaguardia sono decadute e il PUC di Santa Teresa è carta straccia. È inefficace. Cosa significa che un PUC "non è vigente"? Il Piano Urbanistico Comunale è la legge fondamentale che stabilisce dove e come si può costruire in un paese. La procedura per approvarlo è lunghissima: il Comune lo redige, ma poi la Regione deve verificarne la coerenza con le leggi superiori (come il Piano Paesaggistico). Se la Regione chiede modifiche (le "osservazioni") e il Comune non risponde e non adegua il testo, il Piano resta nel limbo e non entra in vigore. In quel lasso di tempo, i permessi per costruire perdono la loro solida base legale.

Lo spettro delle indagini La scoperta apre scenari giudiziari inquietanti per il Comune gallurese. Se il PUC non è in vigore dal 2020, con quali basi giuridiche si è costruito in questi anni?

A porre l'interrogativo finale è lo stesso presidente del GrIG, Stefano Deliperi: «C’è solo da chiedersi se e in quale misura le disposizioni di questo strumento urbanistico abbiano invece avuto illegittima esecuzione in questi anni. Accertamenti da svolgersi opportunamente in sede amministrativa e penale». La palla, ora, passa dalla burocrazia alle aule di giustizia.