Nel salone parrocchiale l'incontro tra l'Arma e gli anziani del paese. Sotto la lente il raggiro del finto incidente e le nuove trappole di internet. Il Comandante: "Nessun militare chiede mai soldi o gioielli a domicilio".
di Pasqualino Trubia
Le divise entrano nel salone parrocchiale di Bitti non per un'indagine, ma per fare lezione. L'obiettivo della Compagnia dei Carabinieri è blindare la fascia più vulnerabile della popolazione: gli anziani. Per farlo, i militari hanno organizzato un incontro pubblico, replicando l'iniziativa dello scorso anno per raggiungere chi non era riuscito a partecipare, spiegando con esempi pratici come riconoscere e smontare i raggiri dei criminali.
L'estorsione emotiva: il "finto incidente"
Il copione dei malviventi fa leva sul terrore e sull'affetto familiare. La truffa più diffusa affrontata durante l'incontro è quella del "finto avvocato" o del "finto Carabiniere".
La dinamica è collaudata: una telefonata annuncia un finto dramma, solitamente un figlio o un nipote arrestato o coinvolto in un grave incidente stradale. Per "risolvere" il problema ed evitare il carcere al parente, il truffatore chiede il pagamento immediato di una cauzione in contanti o in oro, mandando un complice a ritirare il bottino direttamente sulla porta di casa della vittima.
Su questo punto, il messaggio del Comandante della Compagnia è netto e fissa una regola istituzionale invalicabile:
«La prevenzione è la nostra arma più efficace. Non bisogna mai cedere alla fretta o all'emozione del momento. Nessun Carabiniere chiede mai denaro o gioielli a domicilio».
Il dizionario del crimine informatico
L'incontro ha poi affrontato le minacce digitali. Termini inglesi che nascondono trappole capaci di svuotare un conto in banca in pochi minuti. I militari hanno tradotto il vocabolario informatico per i pensionati presenti: Phishing e Smishing: Sono finte email o finti SMS. Sembrano inviati dalla propria banca o dalle Poste e chiedono di cliccare su un link per sbloccare il conto o bloccare un pagamento anomalo. In realtà, servono a rubare le password digitate dall'utente. Vishing: È la truffa vocale. Il criminale chiama al telefono fingendosi un operatore bancario gentile e disponibile, con lo scopo di farsi dettare a voce i codici di sicurezza (i pin) per operare sul conto. Spoofing: È la tecnica tecnologica più subdola. I truffatori usano un software per camuffare il proprio numero di telefono. Chi riceve la chiamata legge sul display del cellulare "Carabinieri" o "Banca X", ma dall'altra parte del filo c'è un ladro che sta chiamando da un altro apparecchio.
Il dibattito si è chiuso lasciando in dote alla comunità barbaricina una procedura di sicurezza fondamentale: di fronte a richieste di denaro, pressioni psicologiche o chiamate sospette, bisogna riagganciare e comporre immediatamente il 112.
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