Focolaio letale di meningite in Inghilterra: 27 casi e due morti tra gli studenti. Ma l'Europa frena l'allarme

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Il contagio sarebbe partito da un nightclub di Canterbury frequentato dagli universitari del Kent. La sanità britannica distribuisce 2.500 dosi di antibiotici. L'appello del premier Starmer e le rassicurazioni per l'UE.

Un focolaio improvviso, circoscritto ma letale, sta scuotendo il sud dell'Inghilterra. Nell'ultima settimana, le autorità sanitarie britanniche hanno registrato 27 casi di sospetta meningite acuta. Il perimetro del contagio si stringe attorno al mondo universitario della contea del Kent, trasformando le aule e i luoghi di ritrovo in un sorvegliato speciale.

L'epicentro del contagio e le vittime Secondo i primi tracciamenti epidemiologici, il batterio si sarebbe diffuso a macchia d'olio partendo da un nightclub di Canterbury, meta abituale di centinaia di studenti durante i fine settimana.

Il bilancio medico è già tragico. L'infezione ha causato il decesso di due giovani: un ragazzo di 21 anni e una studentessa di appena 18. Per arginare la diffusione del patogeno, il sistema sanitario ha avviato una massiccia operazione di contenimento, distribuendo oltre 2.500 dosi di antibiotici. Che cos'è la meningite acuta e perché si distribuiscono antibiotici a chi non è malato? La meningite è una grave infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Spesso è causata da un batterio molto aggressivo (come il meningococco) che si trasmette per via respiratoria nei luoghi chiusi e affollati (come, appunto, un nightclub). La distribuzione di antibiotici messa in atto in Inghilterra si chiama profilassi: le pillole non servono a curare chi è già in ospedale, ma vengono date in via precauzionale a tutte le persone sane entrate in contatto con gli infetti, per uccidere il batterio prima che la malattia esploda.

L'appello di Downing Street La gravità della situazione ha spinto il Primo Ministro britannico Keir Starmer a intervenire direttamente sulla questione. Il premier ha rivolto le sue sentite condoglianze alle famiglie dei due giovani deceduti e ha lanciato un appello alla comunità studentesca. Il messaggio del governo è chiaro: chiunque presenti sintomi compatibili con l'infezione o tema di essere stato esposto al focolaio deve farsi avanti immediatamente per ricevere le cure.

Lo scudo europeo: nessun pericolo per l'Italia Nonostante l'allarme che rimbalza Oltremanica, l'Italia e l'Unione Europea restano al sicuro. A spegnere sul nascere la paura di un allargamento dell'epidemia è intervenuto il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).

L'organismo scientifico di vigilanza ha diramato un bollettino rassicurante: al momento non sussiste alcun pericolo per l'UE in merito all'allarme britannico. I tecnici classificano la probabilità di esposizione e di infezione per i cittadini del blocco europeo come «estremamente bassa».