Nuovi tavoli e fiumi puliti: il Parco di Gutturu Mannu si rifà il trucco per la stagione delle scampagnate

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Via al piano straordinario di manutenzione nel polmone verde del Sud Sardegna. Dalla chiesetta di Santa Lucia a Fanebas, via gli alberi secchi e arredi riparati. L'obiettivo: restituire il bosco ai cittadini.

La primavera bussa alle porte e il bosco si prepara ad accogliere il ritorno degli escursionisti. È scattato ufficialmente il programma straordinario di manutenzione del Parco di Gutturu Mannu, l'immensa riserva naturale che abbraccia dieci Comuni nel sud della Sardegna. Niente stravolgimenti, ma un'opera di pulizia chirurgica per rimettere a nuovo i "salotti verdi" dove i cittadini trascorrono i fine settimana.

La mappa degli interventi Le squadre di operai hanno già archiviato la prima fase, sistemando l'edificio e l'area verde che circonda la Direzione del Parco a Pantaleo. Ora i lavori sono entrati nel vivo a Santa Lucia, nel territorio di Uta. La tabella di marcia è già tracciata: i prossimi tavoli da picnic a essere riparati saranno quelli della storica area di Fanebas (ad Assemini) e di Is Figueras (a Santadi). Nel comunicato si parla dell'importanza della "selvicoltura". Di cosa si tratta? Non è un semplice taglio della legna, ma la cura medica del bosco. Significa entrare tra gli alberi per rimuovere i tronchi secchi o malati (che rischiano di cadere in testa ai visitatori o di diventare esche per gli incendi estivi) e liberare il letto dei fiumi dai rami incastrati, permettendo all'acqua di defluire regolarmente senza causare allagamenti durante i temporali.

L'obiettivo: vivere la montagna Dietro le motoseghe e i martelli c'è una precisa volontà gestionale, riassunta dal presidente del Parco, Walter Cabasino: «Passo dopo passo stiamo andando verso la direzione della piena fruibilità delle nostre montagne. Occuparsi della manutenzione del verde e sistemare le aree adibite ad accogliere gli ospiti significa permettere alle comunità di riappropriarsi di questi spazi. Restiamo convinti che questi boschi debbano essere vissuti, vogliamo che la gente goda della bellezza di questi luoghi».

Sulla stessa linea Giacomo Porcu, sindaco di Uta ed ex presidente dell'ente, che inquadra l'operazione in un'ottica di sviluppo locale: «L’obiettivo del Parco è sempre stato quello di avvicinare le comunità di questo territorio alla montagna, siamo convinti che la cura dei boschi non solo offra la possibilità di creare occupazione, ma rende questi luoghi accessibili a tutti e favorisca la nascita di tante iniziative legate allo sport, il turismo e alla cultura».

Il lavoro sul campo A tradurre in pratica le direttive è Antonio Pilia, titolare dell’impresa incaricata dei lavori. È lui a dettare i tempi e i modi del cantiere forestale partito da Santa Lucia: «Abbiamo sistemato l’area picnic attorno alla chiesetta riparando gli arredi danneggiati, i lavori prevedono anche la pulizia del sottobosco, l’eliminazione degli alberi secchi e degli ostacoli che intralciano il regolare deflusso del fiume. Ci attende un lungo lavoro, terminati gli interventi di Uta ci concentreremo sulle altre aree attrezzate presenti nelle montagne».

 

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