Investita, paralizzata alle zampe posteriori e a un passo dalla soppressione: la storia di questo pastore tedesco femmina, cagnolona arrivata dal Campidano e giunta in Ogliastra nelle mani di una volontaria, è una di quelle che fanno piangere ma anche sperare. Che spezzano il cuore ma che lo ricuciono perché la forza degli animali è straordinaria.
Lia, questo il suo nome, viveva con due anziani proprietari nell’area del Campidano quando, dopo essere stato investita da un’auto, ha riportato una grave lesione alla colonna vertebrale. L’incidente l’ha lasciata paralizzata nelle zampe posteriori, cambiando per sempre la sua vita.
Per lei sembrava non esserci futuro. Per i cani gravemente disabili, la primissima cosa che si ventila è la soppressione. Anche se loro di vivere hanno una voglia matta.
Attraverso una raccolta fondi organizzata da volontari e appassionati di animali è stato possibile acquistare un carrellino che oggi le permette di muoversi. Grazie a questo ausilio la cagnolina riesce a camminare, spingendosi con le zampe anteriori mentre le posteriori restano immobili.
La sua condizione però non è per nulla semplice. Oltre alla paralisi, soffre di vescica neurologica: significa che non riesce a urinare autonomamente e ha bisogno che qualcuno la aiuti manualmente, con una manovra di svuotamento della vescica che richiede competenza e attenzione quotidiana.
Quando dal Campidano sono stati diffusi gli annunci per cercare qualcuno disposto ad adottarla e prendersi cura di lei, ha risposto un rifugio ogliastrino.
Oggi vive temporaneamente a casa di una volontaria, ma la situazione resta fragile.
La convivenza con altri cani non è semplice: la cagnolona è molto territoriale e la sua condizione fisica la rende più irritabile e sensibile. Inoltre vive in un contesto che non le permette di sfogarsi come avrebbe bisogno. Non ha un giardino dove muoversi liberamente e la sua quotidianità è inevitabilmente limitata: ed ecco che qui, appunto, c'è la richiesta... Con una casa piena d'amore, e un giardino dove poter uscire e respirare aria pura, il suo umore sarebbe più frizzante. Del resto, ha affrontato tante sfide, perché non alleggerirle questa situazione?
Chi la segue sa bene che non sarà facile trovare una soluzione definitiva. I cani con disabilità gravi richiedono tempo, competenze e un impegno costante, caratteristiche che rendono le adozioni molto più rare.
Eppure la sua storia non è l’unica.
Nella stessa rete di volontariato c’è anche un’altra cagnolina speciale: una meticcia di taglia media recuperata dopo anni di randagismo nell’area di Nuoro. In seguito a un grave incidente ha dovuto subire l’amputazione di una zampa.
Oggi la piccola tripode vive in appartamento, amata ma senza un supporto esterno - protesi - che la aiutasse. Questo non la ferma:
Nel suo caso non è stato possibile applicare una protesi né utilizzare un carrellino, perché della zampa è rimasto solo un moncone troppo corto per consentire un supporto. Ma questo non le impedisce di muoversi: zampetta con sorprendente energia sulle tre zampe rimaste, adattandosi alla sua nuova condizione.
Sono storie che strappano sempre una lacrima e che rendono sia tristi che felici: tristi perché molte situazioni di disabilità sono conseguenze della negligenza degli esseri umani, ma felici perché i volontari che dedicano la vita al loro salvataggio sono sempre più numerosi.
Perché dietro ogni cane considerato “irrecuperabile” c’è quasi sempre qualcuno che non ci crede, che non si arrende, che non molla l'osso - per stare in tema - e che, quindi, li salva, dando loro una vita dignitosa.
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