Alghero batte cassa: pioggia di avvisi Secal per Tari e Imu. E sulla "Rottamazione" il Comune (per ora) non fa sconti

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La società di riscossione avvia il recupero crediti a tappeto: nel mirino anche insegne e passi carrai. Ma mentre lo Stato vara la pace fiscale per cancellare le sanzioni, l'amministrazione locale non ha ancora aderito alla sanatoria.

di Pasqualino Trubia

Le lettere stanno per arrivare nelle cassette della posta. La Secal, la società in house che gestisce la riscossione per conto del Comune di Alghero, ha acceso i motori per una massiccia operazione di recupero crediti. Nel mirino ci sono i ritardatari dei principali tributi locali: si parte con la Tari (la tassa sui rifiuti), si prosegue con l'Imu (l'imposta sugli immobili), per poi passare al setaccio le strade cittadine a caccia di passi carrai e insegne non in regola.

Un'azione a tappeto per rimpinguare le casse pubbliche, che si scontra però con un paradosso normativo che lascia i cittadini algheresi, almeno per ora, sprovvisti del paracadute nazionale contro sanzioni e interessi.

La Secal definisce l'operazione come un "invito a regolarizzare la propria posizione". La traduzione pratica è un ultimatum: pagare i debiti arretrati ora, a prezzo pieno, prima che la macchina burocratica passi alla fase successiva. Il comunicato parla di evitare le "procedure esecutive". Che cosa significa in italiano corrente? Significa che, ignorando questi avvisi, la società di riscossione ha il potere per legge di aggredire direttamente il patrimonio del debitore. Tradotto: pignoramento del conto corrente bancario, pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione, oppure il fermo amministrativo (le cosiddette "ganasce") sull'automobile.

Oltre alle classiche imposte e tasse su case e spazzatura, i controlli fisici dei messi comunali riguarderanno anche le attività commerciali e le abitazioni private: verifiche sulla titolarità dei passi carrai e sulla regolarità dei pagamenti per cartelloni pubblicitari, insegne dei negozi e persino tende parasole.

L'ombra dello Sceriffo: perché ad Alghero manca la Rottamazione? L'offensiva della Secal arriva in un momento politico in cui, a livello nazionale, si respira un'aria di "pace fiscale". Il Governo centrale ha infatti varato la Rottamazione Quinquies, l'ennesima sanatoria che permette ai cittadini di pagare i vecchi debiti con il Fisco cancellando del tutto le sanzioni, gli interessi di mora e l'aggio di riscossione. Un risparmio che, in bolletta, vale dal 30% al 40% del debito totale.

Perché, allora, le lettere in partenza ad Alghero non prevedono questo sconto? La legge nazionale stabilisce che per i tributi locali (come Tari e Imu) incassati direttamente dai Comuni o dalle loro società private (come la Secal), la rottamazione non è automatica. Per attivarla, il Consiglio Comunale deve obbligatoriamente riunirsi e votare una delibera di adesione alla sanatoria. A oggi, il Comune di Alghero non ha ancora adottato questo provvedimento. Di conseguenza, l'ente agisce come un esattore implacabile: chi riceve l'avviso Secal oggi, deve pagare tutto, sanzioni e interessi compresi.

Dal quartier generale della società, nel rione di Sant'Anna, la dirigenza rivendica la natura collaborativa dell'iniziativa, inquadrandola non come una morsa fiscale ma come un dovere civico. A spiegarlo, congiuntamente, sono il presidente Piras e i componenti del direttivo Paolino e Idda: «Procede l’attività della società con un’azione sempre più chiara e strutturata di informazione e comunicazione verso i cittadini, con l’obiettivo di consentire a tutti di mettersi in regola con i tributi locali e contribuire così al finanziamento dei servizi». La palla, ora, passa al Consiglio Comunale: decidere se continuare a battere cassa a prezzo pieno o aprire le porte alla rottamazione nazionale, disinnescando la rabbia dei contribuenti ritardatari.