Porto Torres cancella un rudere di quarant'anni: giù l'ex Cementir entro fine anno

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Il Consorzio Industriale accelera la gara per demolire lo stabilimento abbandonato dal 1983. L'obiettivo: bonificare i 42mila metri quadri fronte mare per fare spazio alle imprese dell'economia legata al mare.

di Pasqualino Trubia

Un fantasma di cemento armato che osserva il mare da oltre quarant'anni ha i mesi contati. Lo storico stabilimento dell'ex Cementir, situato in via Vespucci nell'area industriale di Porto Torres, verrà raso al suolo entro la fine del 2026. È il primo, decisivo passo per tentare di resuscitare un'area strategica del nord Sardegna.

La procedura di gara per affidare i lavori di demolizione è ormai alle battute finali. Attualmente, l'iter burocratico si trova nella fase tecnica del soccorso istruttorio. Cosa significa "soccorso istruttorio"? Nel gergo degli appalti pubblici, è quella finestra di tempo in cui la commissione esaminatrice "soccorre" le imprese in gara, permettendo loro di correggere piccoli errori formali o integrare documenti mancanti prima di procedere all'assegnazione definitiva.

Una volta superata questa fase e firmato il contratto (l'aggiudicazione è prevista nelle prossime settimane), l'impresa vincitrice avrà un massimo di 180 giorni per far sparire la struttura.

Dal cemento del '59 alla "Blue Economy" L'operazione chiude un capitolo di archeologia industriale. Sviluppato su una superficie di 42.000 metri quadrati affacciati sull'acqua, lo stabilimento era nato alla fine degli anni Cinquanta sotto le insegne dell'Alba Cementi, passando successivamente alla Cementir. Le macchine si sono fermate nel lontano 1983. Da allora, si sono succeduti decenni di inattività e aste giudiziarie andate deserte.

La svolta è arrivata nel 2020, quando il Cipss (il Consorzio Industriale) ha acquistato il sito. L'obiettivo dichiarato è riqualificare questo pezzo dell'ex polo petrolchimico e destinarlo alla cosiddetta blue economy, ovvero tutte quelle attività produttive (dalla nautica alla logistica sostenibile) strettamente connesse al mare.

La "radiografia" del suolo e gli altri smantellamenti L'abbattimento dei muri è, tuttavia, solo l'inizio. Prima di poter insediare nuove aziende, il Consorzio dovrà predisporre un piano di caratterizzazione. Il "piano di caratterizzazione" è, in termini ambientali, una radiografia profonda del terreno. Attraverso carotaggi e analisi chimiche, si verifica se i decenni di attività industriale abbiano inquinato la terra o la falda acquifera. Solo con questi dati si può capire se e come bonificare l'area.

Parallelamente, la macchina del ripristino si muove anche sui terreni confinanti. Lo scorso 9 marzo si è chiusa un'altra gara d'appalto per il decommissioning (lo smantellamento, la demolizione e la messa in sicurezza) delle strutture presenti su ulteriori dieci ettari del perimetro industriale. Le aziende interessate hanno già effettuato quattro sopralluoghi obbligatori. L'era del cemento si prepara a cedere definitivamente il passo a quella delle bonifiche.