Il paesaggio sardo al bivio: a Sassari il vertice sui vent'anni del Piano Regionale (PPR)

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Tra coste da tutelare e centri storici da rilanciare, la Soprintendenza chiama a raccolta istituzioni e professionisti. Appuntamento mercoledì 18 marzo alla Biblioteca Universitaria per tracciare il bilancio del piano urbanistico.

di Pasqualino Trubia

Il paesaggio non è solo una cartolina da ammirare, ma uno spazio vitale da governare. In occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio (istituita dal Ministero della Cultura nel 2016), la città di Sassari ospiterà un vertice istituzionale per fare il punto sulle regole che disegnano e proteggono il territorio isolano.

L'evento, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) per le province di Sassari e Nuoro, si terrà mercoledì 18 marzo 2026, dalle 9:30 alle 13:30, negli spazi della Biblioteca Universitaria (via Enrico Costa 57). Il titolo del seminario fissa subito il perimetro della discussione: "Vent’anni di Piano Paesaggistico in Sardegna: il ruolo della tutela e delle comunità".

La fenomenologia del PPR: cos'è e perché se ne discute Il dibattito ruoterà attorno al ventesimo anniversario del PPR (Piano Paesaggistico Regionale). Che cos'è esattamente il PPR? Nel linguaggio tecnico-amministrativo, è la "legge suprema" del territorio sardo. È lo strumento urbanistico entrato in vigore due decenni fa che stabilisce, vincolo dopo vincolo, cosa si può costruire, dove si può edificare e come si devono preservare le coste, le campagne e i beni storici dell'Isola.

L'obiettivo ufficiale della Soprintendenza, riportato fedelmente nel documento di convocazione, è duplice: «Analizzare gli apporti più innovativi introdotti dallo strumento urbanistico, esaminando al contempo le criticità emerse e le sfide future», al fine di «sensibilizzare i cittadini e promuovere una rinnovata cultura del paesaggio in tutte le sue forme».

Il tavolo dei lavori: dai siti Unesco ai centri storici I lavori, aperti dai saluti istituzionali del Ministero della Cultura, della Regione e degli Ordini professionali (Architetti, Ingegneri e Geometri di Sassari e Nuoro), entreranno nel vivo sotto il coordinamento di Laura Lutzoni (Soprintendenza).

La scaletta degli interventi affronterà i nervi scoperti dell'urbanistica sarda contemporanea:

  • Il declino delle zone interne: Un focus specifico sarà dedicato allo stato dell'arte e alle sfide future per le aree lontane dalle coste.

  • Le "Buffer Zones" dei siti UNESCO: Verrà analizzato il ruolo delle cosiddette buffer zones. Si tratta, tradotto dal gergo tecnico, delle "zone cuscinetto", ovvero quelle fasce di territorio che circondano un monumento protetto dall'UNESCO e che servono a fargli da scudo contro l'eccessiva cementificazione o il degrado visivo.

  • Le coste e il mare: I tecnici regionali interverranno sull'aggiornamento del PPR per quanto riguarda le acque costiere e lo spazio marittimo.

  • L'agonia dei centri storici: Verrà affrontato il delicato equilibrio tra la necessità di conservazione del patrimonio antico e l'urgenza di non far morire i vecchi quartieri, bilanciando tutela e sviluppo.

  • Il ruolo dei Comuni: A chiudere i lavori, l'esempio pratico del Comune di Aglientu su come le comunità locali declinano la tutela del paesaggio nei propri piani urbanistici comunali (PUC).

L'incontro è aperto a tutti e rappresenta un momento di confronto tecnico, ma dalle ricadute dirette sulla vita quotidiana e sull'economia di ogni cittadino sardo.

 

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