I Carabinieri hanno trasferito l'uomo nella casa circondariale di Uta dopo la condanna definitiva. Maltrattamenti e umiliazioni all'ex compagna aggravati dalla presenza di minorenni.
di Pasqualino Trubia
L'ombra delle mura domestiche non protegge più dalla legge. A Maracalagonis, un uomo di 63 anni ha lasciato la propria abitazione per varcare l'ingresso del carcere di Uta. La sua non è una misura preventiva in attesa di un processo, ma l'inizio matematico dell'espiazione di una pena: tre anni e sette mesi di reclusione.
I Carabinieri della stazione locale lo hanno rintracciato per eseguire l'ordine di carcerazione firmato dai giudici. Il reato impresso sulla sentenza è maltrattamenti contro familiari e conviventi.
Le indagini e il successivo iter processuale hanno scoperchiato un clima di terrore quotidiano andato in scena per un anno intero, tra l'ottobre del 2021 e l'autunno del 2022. Il bersaglio di questa ostilità non era unicamente l'allora compagna dell'uomo, ma l'intero nucleo familiare.
Le carte dell'inchiesta descrivono dodici mesi scanditi da una spirale di umiliazioni costanti, ingiurie e minacce. Una tensione psicologica e verbale culminata in un episodio di violenza fisica nell'autunno del 2022. Quell'ultimo atto ha spezzato il muro del silenzio, dando alla donna la forza di chiedere aiuto alle divise e innescando la macchina giudiziaria.
La lente del codice — Il provvedimento notificato dai militari è una condanna in via definitiva. Nel nostro ordinamento penale, significa che il percorso giudiziario è terminato: l'imputato ha esaurito i gradi di giudizio o non ha presentato appello. La colpevolezza è diventata certezza di Stato e si aprono le porte della cella.
La pena, inoltre, è stata appesantita dall'aggravante per la presenza di minori. Il legislatore punisce in modo molto più severo chi compie atti di violenza, anche solo psicologica o verbale, davanti a bambini o adolescenti. Si tratta della cosiddetta "violenza assistita", un trauma profondo che la legge riconosce ed equipara al danno inferto direttamente alla vittima principale.
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