Stato di agitazione per i Barracelli sardi: diffidata la Regione e chiesto lo stop al "Disciplinare"

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I sindacati denunciano mezzi fuori norma, tesserini lesivi della privacy e assenza di strumenti di autodifesa. "Ignorata la nostra funzione di polizia rurale. Pronti alla mobilitazione generale se la Giunta non interviene".

Cagliari – Le sentinelle delle campagne incrociano le braccia, metaforicamente, e alzano la voce. Le sigle sindacali rappresentative del comparto (CORBAR, SAB e UIB) hanno notificato oggi alla presidente della Regione, alla Giunta e all'intero Consiglio Regionale la dichiarazione formale dello stato di agitazione per tutte le Compagnie Barracellari dell'Isola aderenti.

Il casus belli è la richiesta di immediata sospensione del "Disciplinare Tecnico" (varato nel 2018), giudicato pericoloso, illegittimo e redatto con "approssimazione tecnica".

La decisione drastica arriva dopo mesi di tentativi andati a vuoto. I rappresentanti dei Barracelli lamentano l'impossibilità di aprire un dialogo costruttivo con l'Assessorato agli Enti Locali, parlando esplicitamente di un "perdurante silenzio". Nel documento inviato in Regione, i sindacati denunciano perfino presunte "interlocuzioni telefoniche intimidatorie" da parte degli uffici regionali verso i Comandanti, con minacce di tagliare i contributi ordinari.

Il cuore della protesta riguarda la sicurezza fisica degli operatori. Secondo i sindacati, le regole attuali costringono i Barracelli a lavorare in condizioni di grave rischio Due i punti critici sollevati: I mezzi operativi: Il disciplinare regionale impone colorazioni per i veicoli (il classico giallo-verde) che non rispettano le normative internazionali sulla visibilità notturna (Regolamento ONU/ECE 104). Inoltre, si tenta di declassare i mezzi a semplici veicoli di protezione civile, negando la loro funzione primaria di "polizia rurale". L'autodifesa negata: Nonostante i Barracelli abbiano la qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza, la Regione non prevede per loro dotazioni basilari di difesa personale come lo spray urticante, il giubbotto antiproiettile/antitaglio o le manette, scaricando sui singoli Comandanti ogni responsabilità in caso di infortuni o aggressioni sul campo.

A queste carenze strutturali si aggiunge una presunta violazione della privacy. Il regolamento regionale impone di stampare il gruppo sanguigno sul tesserino di riconoscimento dei Barracelli. I sindacati fanno notare che questa imposizione viola apertamente il GDPR (il Regolamento Europeo sulla Privacy). Il gruppo sanguigno è un dato sensibile relativo alla salute; stamparlo su un cartellino da esibire in pubblico durante i controlli (dove lo scopo è solo certificare il nome e il grado dell'agente) non ha alcuna base giuridica e lede la riservatezza dell'operatore.

I sindacati dei Barracelli non fanno sconti e lanciano un vero e proprio ultimatum al Palazzo di via Roma. Chiedono l'immediata sospensione del Disciplinare del 2018 e l'apertura di un Tavolo Tecnico Permanente per riscrivere le regole (dalle divise ai gradi) e per aggiornare l'ormai obsoleta Legge Regionale 25 del 1988.

Se la Giunta dovesse continuare a ignorare le richieste, i sindacati annunciano una mobilitazione generale che paralizzerebbe i servizi di controllo rurale in tutta la Sardegna.