La nave calava le reti illegalmente a sud dell'Isola del Toro.
Intercettata dai radar satellitari e scortata in porto a Sant'Antioco. Il comandante è stato denunciato.
di Pasqualino Trubia
Sant'Antioco – Reti straniere nel mare sardo. Un peschereccio battente bandiera estera ha varcato i confini delle acque territoriali italiane per fare razzia di crostacei. La Guardia Costiera lo ha intercettato, bloccato e scortato in porto. Sotto sequestro sono finiti 220 chilogrammi di gambero gobbetto.
L'occhio del satellite
Tutto inizia sui monitor della Direzione Marittima di Cagliari. Il 13° Centro di Controllo Area Pesca sorveglia il mare attraverso l'Ais (il sistema di tracciamento satellitare che svela posizione, rotta e identità delle navi). I militari notano una traccia anomala. Un peschereccio straniero sta pescando a circa 10 miglia a sud dell'Isola del Toro. È una zona che rientra a pieno titolo nel mare sottoposto alla sovranità della Repubblica Italiana.
Il blitz e la scorta in porto
L'ordine di intervento è immediato. Dal porto di Sant'Antioco molla gli ormeggi una motovedetta dell'Ufficio Circondariale Marittimo. A bordo ci sono anche gli ispettori specializzati della base di Portoscuso. I militari raggiungono l'imbarcazione straniera in mare aperto, la affiancano e le intimano l'alt. La battuta di pesca finisce lì. La motovedetta scorta la nave fino alle banchine di Sant'Antioco per far scattare i controlli fisici a bordo.
Il bottino nella stiva
L'ispezione conferma i sospetti. Nella stiva spunta il carico: i militari mettono sotto sequestro penale 220 chili di gambero gobbetto. Per il comandante del peschereccio scatta il deferimento all'Autorità Giudiziaria. L'accusa è netta: aver pescato con un'unità non italiana all'interno delle acque nazionali. La Guardia Costiera chiude il verbale e assicura che i pattugliamenti a tutela delle risorse ittiche andranno avanti.
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