Mezzo milione di euro fermo per un errore formale nei moduli della Pac 2024.
Il Centro Studi Agricoli striglia l'assessore Agus: "La burocrazia non può fermare chi investe".
di Pasqualino Trubia
Sassari – Mezzo milione di euro bloccato nei cassetti della Regione per un banale errore di compilazione. Trecento aziende agricole sarde, passate alla produzione biologica nel 2024, aspettano ancora i contributi della Pac (la Politica Agricola Comune dell'Unione Europea). A fermare i bonifici non è la mancanza di fondi, ma la rigidità della burocrazia.
Il vizio di forma
A sollevare il caso è il Centro Studi Agricoli (Csa). I numeri fotografano l'entità del blocco: su 2.700 domande presentate dagli agricoltori isolani, circa 300 sono finite su un binario morto. Il motivo è un mero errore materiale nei moduli telematici. Una distrazione nella compilazione che ha congelato l'erogazione di 500mila euro complessivi, somme che gli agricoltori attendono di diritto.
L'attacco di Piana
Il presidente del Csa, Tore Piana, suona la carica e chiama in causa direttamente l'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Agus. Chiede un intervento politico per superare l'ostacolo tecnico. Le sue parole mettono a nudo il paradosso del sistema:
«Questa situazione è inaccettabile – dichiara Tore Piana, presidente del CSA – Le aziende hanno investito tempo, risorse e rischi per seguire le politiche di sostenibilità e innovazione promosse dalla Regione. Non possono essere penalizzate da una crocchetta selezionata male in una procedura».
L'ultimatum alla Regione
L'appello alla Giunta è netto: serve un approccio sostanziale e non puramente formale. Il Centro Studi Agricoli chiede all'assessorato di assumersi la responsabilità di sbloccare le pratiche e liquidare le spettanze per tutelare chi ha affrontato i costi della transizione al biologico. Se la Regione non darà risposte immediate, l'associazione annuncia battaglia in tutte le sedi istituzionali per difendere i diritti degli agricoltori.
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