I fondi del Ministero finanziano la rinascita delle coste, la tutela dei fiori rari e il recupero dei ruderi.
Decisiva l'acquisizione pubblica di Punta Giglio. Mariani: "Il leccio assorbe il 300% di CO2 in più rispetto ai vecchi pini".
di Pasqualino Trubia
Alghero – Arrivano i fondi da Roma. Il Ministero dell'Ambiente stacca un assegno da 4,2 milioni di euro per il Parco di Porto Conte. L'obiettivo è ricostruire il paesaggio costiero, salvare i fiori a rischio e sostituire le vecchie pinete piantate dall'uomo con i boschi nativi dell'Isola.
I cantieri nella riserva
I soldi pescano dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, sbloccati su spinta della Regione Sardegna. La mappa dei lavori divide la riserva in tre blocchi. Sulle coste basse e sabbiose si interviene per proteggere le piante minacciate. Sulle falesie a picco sul mare si salvaguarda la macchia mediterranea. Nell'entroterra scatta la rivoluzione del verde: le pinete litorali di impianto artificiale lasceranno progressivamente il posto alla rinascita dei boschi di leccio e ai ginepri. I soldi copriranno anche il restauro di ruderi e manufatti storici presenti nell'area protetta.
La mossa su Punta Giglio
Il baricentro dei lavori sarà Punta Giglio. I fondi cadono a pioggia su questo promontorio grazie a un cambio di proprietà. Il Comune di Alghero e il Parco hanno comprato l'intera fetta privata della foresta, rendendola pubblica al cento per cento.
Il presidente del Parco, Emiliano Orrù, incassa il risultato e fissa il perimetro dell'operazione:
«Apprendiamo con soddisfazione la notizia del finanziamento della nostra proposta - sottolinea il Presidente del Parco Emiliano Orrù - frutto di un ottimo lavoro di squadra fra i nostri tecnici e quelli del competente Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali dell’Assessorato regionale all’Ambiente. Un risultato reso possibile anche grazie al fatto che l’intera componente forestale del compendio di Punta Giglio è recentemente passata nella proprietà pubblica a seguito dell’acquisto di tutta la parte privata da parte del Comune di Alghero e dello stesso Parco di Porto Conte. Ed è proprio per questa piena disponibilità che sarà possibile utilizzare nello stesso compendio una cospicua parte del nuovo finanziamento ottenuto dal Parco».
La matematica dell'aria
Tagliare i pini per piantare i lecci non è una scelta estetica. È una formula matematica per pulire l'aria. Il direttore del Parco, Mariano Mariani, spiega i numeri del progetto boschivo:
«L’incremento delle superfici e soprattutto il ripristino morfo funzionale delle formazioni a Quercus ilex presenti in particolare nel sito di Punta Giglio - commenta il direttore del Parco Mariano Mariani - rappresenta un utile strumento per aumentare localmente la capacità di sequestro del carbonio che è una delle principali finalità del progetto finanziato. Grazie alla piena proprietà del sito di Punta Giglio ed agli interventi previsti sarà possibile un rilevante incremento annuo del sequestro della CO2: si consideri che una lecceta assorbe circa 7,5 tonnellate di CO2/ettaro/anno contro le 2,4 di una pineta litorale; quindi, la progressiva sostituzione con leccio della pineta litorale ormai ammalorata e senescente produrrà un incremento annuo del 300% nel sequestro della CO2».
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