Decimoputzu, scoperta discarica abusiva di un ettaro: quattro denunce

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Rottamazioni illegali, roghi e rame rubato. I Carabinieri sequestrano l'area. Nel mirino due uomini e due donne: si indaga anche sull'agibilità delle loro case.

di Simone Arbus

Decimoputzu – Un ettaro di veleni a cielo aperto. I Carabinieri scoprono una discarica abusiva nelle campagne di Decimoputzu. Quattro persone finiscono nei guai. Le accuse vanno dalla gestione illecita di rifiuti alla ricettazione.

I roghi e i rottami I militari della stazione di Decimomannu mettono i sigilli a un vasto appezzamento di terra. I riscontri investigativi tracciano un quadro di illegalità diffusa. Il terreno serviva per lo stoccaggio di rifiuti nocivi. All'interno venivano smantellati veicoli fuori uso senza alcuna autorizzazione. I materiali di scarto, invece di essere smaltiti secondo la legge, venivano distrutti attraverso combustioni illecite. Un vero e proprio impianto parallelo.

I sospettati e il rame Nel mirino degli investigatori finiscono due uomini di 26 e 34 anni e due donne di 28 e 43 anni. I quattro vivevano a pochi passi dalla discarica. I Carabinieri perquisiscono le loro abitazioni e trovano la prova di un altro giro d'affari: circa 500 metri di cavi in rame. Il ritrovamento fa scattare l'accusa di ricettazione, che si somma alle denunce per gestione illegale di rifiuti e smantellamento non autorizzato di autoveicoli.

Il sequestro e l'urbanistica L'intera area è stata sequestrata e messa in sicurezza. Il lavoro dei militari, però, non è finito. L'attenzione si sposta ora dal piano ambientale a quello urbanistico. Resta da stabilire se le case in cui risiedono i quattro indagati, costruite a ridosso del terreno dei veleni, siano in regola con le licenze edilizie o se si tratti di abitazioni totalmente abusive.