Cagliari, i ribelli del rock nei salotti buoni. A Palazzo Siotto rivive la Firenze di Pelù e dei dark

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C’è una sottile ironia, forse involontaria ma godibilissima, nell’infilare i fantasmi sudati e ribelli della new wave anni Ottanta tra gli stucchi e i quadri della Sala Ritratti di Palazzo Siotto. Venerdì 20 febbraio, nei salotti buoni di Cagliari, va in scena un pezzo di storia che solitamente abitava le cantine e i club fumosi. Prende il via "Sound and Vision", la rassegna messa in piedi da Vox Day sotto la direzione di Davide Catinari, e lo fa riaprendo il baule dei ricordi di una stagione irripetibile: il cosiddetto "Rinascimento Rock" fiorentino.

L'operazione, che rifugge la semplice nostalgia per farsi indagine sociologica, ruota attorno alla proiezione di "Uscivamo molto la notte". Il documentario firmato da Stefano Pistolini è una macchina del tempo che ci riporta nei primi anni Ottanta. Erano i giorni in cui Firenze, stanca di vivere di rendita sui marmi di Michelangelo, decise di darsi una scossa elettrica. Nei locali mitici come il Tenax e il Manila si incrociavano le vite e le chitarre di chi voleva sprovincializzare l'Italia. Il film raccoglie le testimonianze di Bruno Casini e le voci di ragazzi che poi avrebbero fatto strada, da Piero Pelù a Federico Fiumani. È il racconto di una gioventù che trasformò il torpore aristocratico della provincia italiana in un'avanguardia capace, per qualche anno, di illudersi di essere il centro del mondo, dialogando alla pari con l'Europa continentale.

Ma la deontologia del cronista impone di dare le coordinate esatte, affinché il lettore non si perda. Le porte di Palazzo Siotto si apriranno alle 19.00, mentre le danze (intellettuali, s'intende) inizieranno alle 19.30. Il regista Stefano Pistolini non si limiterà a proiettare l'opera, ma sarà in sala per sviscerare quel decennio febbrile in un dialogo aperto con il giornalista Claudio Loi.

Finita la teoria, si passerà alla pratica. Alle 21.15, dopo il proverbiale rinfresco che non si nega mai a chi frequenta i convegni, la parola passerà agli strumenti. Sul palco salirà Alessandro Muroni, figura che chi mastica la storia del post-punk e della new wave sassarese (ricordate gli Charme de Caroline?) conosce bene. Ad affiancare la sua sensibilità autoriale ci sarà la tromba di Ludovico Sebastian Muroni, per tessere un filo conduttore tra l'estetica rabbiosa di quegli anni e la maturità del presente.

Tutta l'operazione si muove sotto l'ombra lunga di David Bowie, nume tutelare dell'estetica rock, di cui proprio nel 2026 ricorre il decennale della scomparsa. I biglietti per garantirsi una sedia in questo viaggio nel tempo costano 15 euro e si trovano sul circuito Vivaticket. I posti, avvertono gli organizzatori sostenuti dalla Regione e dalla Fondazione di Sardegna, sono limitati. Chi ha nostalgia di quando la ribellione si faceva con i distorsori e non con i post sui social, sa dove andare.

 

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