Oschiri – In località "Sos Ozzastros" non c'erano solo pecore e silenzio. C'era la guerra. I Carabinieri hanno scovato un arsenale degno di un film d'azione, ma maledettamente vero. Giovedì mattina i militari di Ozieri, supportati dai Cacciatori di Sardegna e dagli Artificieri, hanno fatto irruzione in un'abitazione di campagna. Il risultato è da brividi: armi da guerra, esplosivi, droga e quasi diecimila euro in contanti.
Un uomo è finito in manette. È accusato di detenzione illegale di armi, fabbricazione di esplosivi, ricettazione e spaccio. Ora si trova nel carcere di Bancali, a disposizione della Procura di Sassari.
L'arsenale da guerra
La lista del materiale sequestrato fa paura. Non si parla di doppiette da caccia non denunciate. I Carabinieri hanno trovato un fucile d'assalto AK47 (il Kalashnikov), un moschetto automatico Beretta e un fucile di precisione Zastava completo di ottica.
Accanto alle armi pesanti, c'era una collezione di pistole: Beretta, Walther P38 e altri calibri, tutte con la matricola abrasa per impedirne la tracciabilità.
Il kit del killer
A rendere il quadro ancora più inquietante sono gli accessori. I militari hanno contato ben 16 silenziatori. C'erano anche un puntatore laser, ottiche di precisione e caricatori maggiorati.
L'uomo era pronto anche a difendersi e a nascondersi: aveva un giubbotto antiproiettile rinforzato con lastre d'acciaio artigianali, parrucche, passamontagna e un jammer a 8 antenne, strumento usato per disturbare le frequenze telefoniche e impedire le chiamate di soccorso o le intercettazioni.
Bombe fatte in casa
La perquisizione ha richiesto l'intervento degli Artificieri. In casa c'erano ordigni artigianali, micce, detonatori e chili di sostanze chimiche per confezionare esplosivi. Il materiale era talmente instabile e pericoloso che è stato fatto brillare direttamente sul posto per evitare rischi.
Droga e soldi
Non mancava il "contorno" classico della criminalità: 27 grammi di cocaina e 9.700 euro in contanti. Trovata anche una pressa e tutto l'occorrente per ricaricare le munizioni in proprio. Centinaia i proiettili pronti all'uso.
Le indagini ora dovranno chiarire a cosa servisse quella potenza di fuoco e, soprattutto, a chi fosse destinata.
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