La polizia rurale sarda volta pagina. Stanchi di restare confinati nei perimetri dei singoli comuni e di scontrarsi con una legislazione ferma al 1988, i Barracelli hanno deciso di fare da soli. Nasce ufficialmente il Coordinamento Operativo Regionale, un organismo che mette a sistema uomini, mezzi e competenze per trasformare migliaia di agenti sparsi nell'Isola in una forza d'urto compatta e moderna.
L'iniziativa colma una lacuna cronica: in Sardegna non esiste un Comando Regionale dei Barracelli. In assenza di una guida centrale istituzionale, il Coordinamento agirà come una rete intelligente capace di istituire, in caso di necessità, una Sala Operativa attiva 24 ore su 24. Non è una questione di gerarchia, ma di pragmatismo: si tratta di riuscire a spostare centinaia di agenti in poche ore laddove ci sia un'emergenza, una calamità naturale o una grande manifestazione pubblica che richieda un alto numero di pattuglie.
I capitani Giuseppe Vargiu, comandante a Bessude, e Riccardo Paddeu, alla guida della compagnia di Alghero, sono le anime di questa svolta. «La realizzazione di questo progetto si inserisce nell’ambito di una nuova visione legislativa che intendiamo promuovere» – spiegano i due ufficiali –. «Siamo consapevoli che la storica polizia rurale sarda è profondamente cambiata, acquisendo competenze e specializzazioni di alto livello. Non si tratta di una "regionalizzazione", ma di un coordinamento che lascia intatta l’autonomia dei singoli Comandi».
Il punto delicato è proprio l'autonomia. La nuova struttura non scavalca la legge vigente: il Sindaco resta l'autorità massima e avrà sempre l'ultima parola sullo spostamento dei propri barracelli verso altri centri. Ma il salto di qualità è operativo: superare le lungaggini burocratiche per permettere uno scambio rapido di personale specializzato.
«Oggi colmiamo un vuoto normativo cronico» – concludono i capitani Vargiu e Paddeu –. «Siamo noi barracelli, per primi e in modo proattivo, a tracciare un percorso che la Regione non ha ancora formalizzato, mettendo a disposizione della collettività una struttura composta da migliaia di barracelli capace di intervenire in poche ore laddove ci sia necessità».
Dopo decenni di attesa, i Barracelli smettono di essere un mosaico di realtà isolate per diventare una "macchina" regionale. Resta da vedere se la politica cagliaritana saprà raccogliere questa sfida e trasformare in legge quello che i comandanti sul campo hanno già realizzato nei fatti.
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