Carmelo Finocchiaro, Presidente nazionale di Confedercontribuenti, interviene con durezza sul dramma che ha colpito Niscemi, dove una vasta frana minaccia il centro abitato. L'associazione di categoria punta il dito contro la mancata gestione del territorio e chiede misure economiche immediate per la popolazione colpita.
«La frana di Niscemi è la storia che si ripete e che dimostra ancora una volta che i fondi non vengono spesi», dichiara Finocchiaro. Di fronte alla disperazione di migliaia di cittadini, la richiesta alle istituzioni è precisa: «è giusto e necessario sospendere totalmente i tributi locali e nazionali per un periodo importante, al fine di aiutare quei niscemesi che hanno perso o ancora rischiano di perdere le loro abitazioni e le loro attività».
Il presidente analizza il quadro generale del dissesto idrogeologico italiano. «La preoccupazione è quella che ancora una volta siamo di fronte ad un dramma, quello della frana incontrollata, che rispecchia il dissesto idrogeologico del nostro Paese. E non capisco perché in questi anni e in questi mesi chi di dovere non si sia accorto di nulla».
A supporto della sua tesi, Finocchiaro cita l'analisi politica di Italia Viva. «A tal proposito ha detto bene l’onorevole Davide Faraone di Italia Viva ovvero che purtroppo “vince chi è più organizzato, chi ha uffici che funzionano, chi ha peso politico, chi ha un canale aperto. I territori più fragili, spesso fragili anche istituzionalmente, restano indietro. Non perché il rischio sia minore, ma perché contano meno”».
La polemica investe direttamente le responsabilità passate e presenti della classe dirigente regionale e nazionale. «Peraltro abbiamo appreso dalle parole dell’onorevole Angelo Bonelli… il quale ha mostrato in aula un documento della Protezione civile… che “il ministro Musumeci dal 2019 al 2022 lo aveva sul suo tavolo” nel quale si “invitava il presidente della Regione Siciliana (l’attuale ministro della Protezione civile) ad intervenire già nei luoghi che sono franati di recente”. Questo dimostra che non ci sono solo responsabilità individuali, ma anche quelle di una classe dirigente siciliana che ahimè dimostra di aver ignorato la cura del territorio isolano per molti anni».
Finocchiaro contesta le giustificazioni del Ministro Musumeci, secondo cui "si è costruito male" e il Comune non avrebbe "mai sollevato il problema dell’abitato". «Eppure Niscemi avrebbe dovuto essere nei suoi pensieri, perché i pericoli non erano un segreto: dopo le frane e i crolli del 13 ottobre 1997 il territorio di Niscemi era stato dichiarato a “pericolosità elevata per rischio idrogeologico”».
L'appello si rivolge ora all'attuale governatore Renato Schifani, chiamato a non lasciare soli i cittadini di Niscemi e quelli colpiti dal recente "disastroso ciclone Harry".
«Per quanto riguarda noi della Confedercontribuenti – assicura Finocchiaro – siamo e saremo vicini ai niscemesi e ai siciliani disperati, vigilando non solo a parole ma con i fatti; perché chi governa a livello regionale e nazionale intervenga e continui a farlo senza alcun minimo tentennamento, garantendo così anche a lungo termine risposte certe, precise e tempestive in favore di quei contribuenti colpiti da queste sciagure, siano essi cittadini od imprese».
La conclusione richiama la gravità dell'evento, paragonato ad altre tragedie nazionali. «E’ chiaro che di fronte a un disastro definito “peggio del Vajon” dal responsabile della Protezione civile, Fabio Ciciliano, servono tanti soldi e subito, senza se e senza ma. Ma anche su questo la Confedercontribuenti vigilerà in modo attento per evitare che arrivino dopo tanti anni dall’accaduto, lasciando i siciliani nell’oblio e al proprio destino, come è già accaduto in passato, anche in Italia».