L’azienda sarda protagonista in Danimarca a "A Glass of Italy". Non una gita, ma affari: incontri con i buyer e masterclass. Diana: «Portiamo l'isola sui tavoli che contano»
STINTINO – Mentre la politica spesso si perde in discussioni di cortile, c’è una Sardegna che lavora, fa le valigie e va a vendere il proprio prodotto dove ci sono i soldi e la sete di qualità. È il caso di Tenute Stintino, che ha deciso di piantare la bandiera dei quattro mori nel cuore del Nord Europa, partecipando alla manifestazione "A Glass of Italy" a Copenaghen.
L'evento, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Danimarca con il supporto di Promocamera, non è stata la classica fiera di paese. Qui si parla di affari veri. L'azienda stintinese si è trovata faccia a faccia con i "vichinghi" del commercio: buyer, importatori e ristoratori scandinavi. Gente pragmatica, che prima di comprare assaggia e controlla i conti.
La spedizione al Nord
Per Lorenzo Diana, che ha guidato la missione, l'obiettivo era chiaro: aprire nuove rotte commerciali. Il mercato danese è ricco, in crescita ed estremamente esigente. Non basta dire "Italia" per vendere; bisogna dimostrare di avere stoffa.
Il programma è stato serrato: incontri "B2B" (da azienda ad azienda), degustazioni itineranti e una masterclass tecnica sul Vermentino, il bianco che ormai è il nostro miglior passaporto all'estero.
La merce in vetrina
Tenute Stintino non si è presentata a mani vuote. Sul tavolo delle trattative ha calato un poker d'identità sarda: "Istinto" (Vermentino di Sardegna Doc), "Nadir" (la versione barricata per palati più complessi), "Latino" (Cannonau in purezza) e l'ultima novità, "Vento", un Cagnulari che ha destato molta curiosità. Vitigni autoctoni, senza compromessi, portati a chi cerca l'originalità e non l'omologazione.
L'orgoglio dell'impresa
Il commento di Lorenzo Diana è improntato al sano realismo di chi fa impresa: «Siamo orgogliosi di aver portato Tenute Stintino a Copenaghen e di aver raccontato i nostri vini ai buyer danesi. Occasioni come questa ci permettono di costruire relazioni, ascoltare il mercato e crescere, portando la Sardegna dove merita: sui tavoli giusti, con le persone giuste».
Un ringraziamento va anche a Promocamera, segno che quando le istituzioni si mettono al servizio delle imprese invece di ostacolarle, i risultati arrivano. La lezione è semplice: il mondo non viene a cercarci a casa, bisogna andarlo a prendere.