Il ciclone si trasforma in archeologo. A Domus de Maria la mareggiata svela due tombe fenicie

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La furia di "Harry" a Sa Colonia porta alla luce reperti antichi. Area transennata dai Carabinieri, la Soprintendenza avvia il recupero.

DOMUS DE MARIA – I cicloni tolgono, i cicloni danno. "Harry", che ha flagellato il sud Sardegna con la sua violenza distruttiva, ha compiuto involontariamente un lavoro di scavo che avrebbe richiesto mesi agli uomini. Sulla spiaggia di Sa Colonia, a Domus de Maria, la forza del mare ha mangiato la sabbia fino a far riaffiorare il passato: sono emerse due tombe e diversi reperti archeologici.

La scoperta Nelle ore più intense della tempesta, l'erosione dei fondali e della battigia ha riportato alla luce un frammento di storia antica che giaceva nascosto. Appena scattata la segnalazione, sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Domus de Maria. I militari hanno messo in sicurezza l'area per evitare saccheggi o danni accidentali da parte di curiosi, congelando la scena in attesa degli esperti.

L'intervento della Soprintendenza Il testimone è passato subito al personale della Soprintendenza alle Belle Arti, che ha eseguito il sopralluogo tecnico di rito. Gli archeologi hanno dato inizio alle operazioni di scavo e recupero dei materiali. Da una prima analisi effettuata sul posto, la datazione sembra chiara: le sepolture e gli oggetti risalirebbero al periodo fenicio.

Il bilancio Resta la singolarità dell'evento. Un ciclone che ha distrutto infrastrutture e cancellato spiagge ha finito per restituire, in modo clamoroso, un pezzo di storia del sud Sardegna.