Abusi sulla vicina undicenne per cinque anni. La famiglia sapeva e taceva in cambio della spesa

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Il Pm chiede 10 anni per un 60enne. La vittima si è salvata chiedendo la "mascherina 1522" in farmacia. La madre ha patteggiato per calunnia. L'uomo offre 800 euro di risarcimento.

ORISTANO – Non è solo una storia di violenza sessuale, è una storia di fame e di degrado. Il tribunale di Oristano ha chiuso l'istruttoria su una vicenda che ha coinvolto una bambina, all'epoca dei fatti di appena 11 anni, e un suo vicino di casa sessantenne. La richiesta avanzata oggi dalla Pubblica Accusa è di dieci anni di carcere.

Il baratto In un'udienza a porte chiuse, la Pm Silvia Mascia ha ricostruito cinque anni di abusi. L'imputato, vicino di casa della vittima, ha iniziato con regali e approcci che nulla avevano a che fare con l'affetto, per poi passare agli atti concreti. Ma il dettaglio che pesa più della violenza stessa è il contesto. Dalle indagini dei militari è emerso che i familiari della giovane, e persino gli altri vicini, erano al corrente di ciò che accadeva. Hanno tollerato la situazione per anni a causa di una condizione sociale disagiata. Il silenzio veniva comprato con un po' di cibo e qualche vasetto di yogurt che l'uomo donava loro.

La denuncia in codice La catena si è spezzata tre anni fa, e non per intervento della famiglia. La ragazzina ha trovato il coraggio di entrare in una farmacia di Piazza Roma e ha chiesto una "mascherina 1522". È il codice convenzionale per segnalare la violenza domestica senza dover dare spiegazioni ad alta voce. La farmacista ha capito immediatamente la gravità della situazione e ha chiamato la Polizia.

Il processo Davanti al giudice è finita anche la madre della minorenne, accusata di calunnia. La donna ha scelto di chiudere subito la sua posizione, patteggiando una pena di un anno e due mesi. L'uomo accusato degli abusi ha tentato una mossa risarcitoria proponendo la cifra di 800 euro alla famiglia della giovane. Una somma che gli avvocati di parte civile hanno respinto, intenzionati a chiedere un importo ben diverso nell'udienza fissata per il prossimo 24 aprile.