Il Govossai è colmo, scatta il piano. Ma il miracolo è un altro: l'acqua non finisce in mare

Abbanoa

Allarme rosso a Fonni: Abbanoa apre gli scarichi e chiude la strada sulla diga. La strategia dei "vasi comunicanti": l'invaso piccolo si sacrifica per salvare la riserva di Olai.

FONNI – Quando il cielo decide di rovesciare secchiate d'acqua sulla Barbagia, di solito si trattiene il fiato temendo il fango. Stanotte, invece, sull'invaso del Govossai si è giocata una partita a scacchi contro la piena. Con una novità sostanziale rispetto al solito copione isolano fatto di sprechi e lamenti: questa volta l'acqua in eccesso non si butta via, si sposta.

Valvole aperte e strade chiuse. La cronaca stretta ci dice che l'invaso, situato in territorio di Fonni, ha raggiunto il livello di guardia. È una diga piccola, quasi un catino da mezzo milione di metri cubi, che si riempie in un amen quando piove sul serio. Per evitare che la pressione diventasse critica, i tecnici di Abbanoa, d'intesa con la Protezione Civile, hanno dovuto aprire lo scarico di fondo. Una manovra necessaria, quasi chirurgica, accompagnata dalla chiusura temporanea della strada che corre sopra lo sbarramento. La sicurezza prima di tutto.

La gestione della ricchezza. Ma la notizia vera non è la strada sbarrata, bensì dove finisce quell'acqua. In una terra cronicamente assetata, vedere un fiume in piena che corre verso il mare è un delitto. Qui, invece, si è applicata la logica. Il torrente in uscita viene intercettato quasi totalmente: una parte va a coprire il fabbisogno immediato del potabilizzatore di Jann’e Ferru – che disseta mezza provincia, da Nuoro a Gavoi, fino a Ottana – e l'eccedenza non va persa, ma riversata nel lago di Gusana.

Il tesoro di Olai. È un gioco di sponde idrauliche. Mentre il piccolo Govossai lavora a pieno regime sfiatando l'eccesso verso il Gusana (che a sua volta alimenta il potabilizzatore di Torrei per un'altra sfilza di comuni, da Sorgono a Desulo), si preserva il vero caveau della zona: il lago di Olai. È lui il "serbatoio" strategico per i mesi siccitosi. Grazie a questo turnover delle risorse, il livello di Olai è salito in una settimana da 8 a 10,5 milioni di metri cubi. E continua a crescere. Per una volta, la pioggia fa paura ma non danni. E soprattutto, viene messa in cassaforte invece che lasciata scorrere via. Un dettaglio non da poco, per chi sa cosa significa l'estate sarda.