Silanus come una polveriera: bombe, fucili mozzati e proiettili per Kalashnikov. Quattro denunce dopo le notti di natale

Carabinieri

La risposta dello Stato agli atti vandalici di Natale e all'assalto alle divise. I Carabinieri setacciano il paese e trovano un arsenale diffuso. In casa di un 28enne la polvere pirica usata per danneggiare il centro storico.

SILANUS – A Silanus il confine tra la "bravata" di paese e la guerriglia urbana si è fatto decisamente sottile. Dopo le notti brave di Natale, con esplosioni che hanno sventrato muri e folle che hanno circondato le divise, lo Stato ha deciso di battere un colpo. I Carabinieri della Compagnia di Macomer, stanchi di assistere al Far West nel Marghine, hanno presentato il conto: quattro denunce a piede libero e un campionario di armi ed esplosivi sequestrati che racconta molto dell'aria che tira in paese.

L'arsenale diffuso I militari sono andati a colpo sicuro, perquisendo sei persone. Quello che hanno trovato conferma che in certe case non si tengono solo i panettoni. Un 28enne è stato pizzicato con 6 botti illegali e, soprattutto, 60 grammi di polvere pirica: materiale che gli inquirenti ritengono compatibile con quello utilizzato per i danneggiamenti alle abitazioni del centro storico. Un 59enne, nascondeva un fucile ad avancarica con le canne mozzate, la classica "lupara" artigianale. Più inquietante il ritrovamento a carico di un 21enne: deteneva illecitamente una cartuccia per fucile d'assalto AK-47, il famigerato Kalashnikov. Infine, un 22enne è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere: girava con una fiocina e due fucili da pesca subacquea, equipaggiamento decisamente fuori luogo lontano dal mare.

Il contesto: dalla festa all'assedio L'operazione non è casuale. Arriva sulla scia di quella del 27 dicembre (quando furono trovate addirittura sei mine antiuomo) e serve a raffreddare i bollenti spiriti che hanno agitato Silanus durante le feste. La sequela di atti vandalici è stata impressionante: dalle esplosioni pericolose durante la manifestazione "Cosas Bonas", che hanno danneggiato alcune case e persino l'arco in trachite dello scultore Pinuccio Sciola, fino all'episodio più grave della notte di Natale. In quell'occasione, alcune decine di persone avevano circondato minacciosamente gli agenti di Polizia impegnati in un controllo. Una sfida all'autorità che non poteva restare impunita. Ora la parola passa ai giudici, per quanto di competenza in questa fase preliminare.