Blitz all'alba di martedì: i Carabinieri, con i Cacciatori di Sardegna e i cinofili, scovano un arsenale domestico e lo stupefacente. Sequestrata una doppietta e una scacciacani resa offensiva.
ITTIRI – Non una visita di cortesia quella che i Carabinieri hanno fatto martedì mattina, 13 gennaio, a casa di due giovani di Ittiri. Quando alla porta si presentano i militari della locale Stazione, supportati dai baschi rossi dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, dal Nucleo Operativo di Alghero e dalle unità cinofile, significa che i sospetti sono pesanti. E i sospetti, una volta entrati nelle abitazioni, sono diventati prove.
L'operazione, scattata dopo una rapida attività d'indagine, ha portato alla luce quello che gli inquirenti considerano un mix pericoloso di spaccio e passione insana per le armi. I cani antidroga e anti-esplosivo non hanno impiegato molto a fiutare la merce nascosta.
L'arsenale e la droga
L'inventario del sequestro racconta di un'attività organizzata. Sul fronte armi, i militari hanno trovato un fucile "doppietta a cani esterni", pezzo classico ma letale, e una pistola scacciacani calibro 8. Quest'ultima non era un giocattolo: priva di tappo rosso e modificata meccanicamente, era pronta all'uso offensivo. A corredo, 47 cartucce a salve, 138 munizioni di vario calibro, diverse parti meccaniche di armi da fuoco (segno forse di tentativi di riparazione o modifica in proprio) e due coltelli con lame da 12 centimetri. C'era anche una pistola ad aria compressa, anch'essa senza tappo rosso.
Sul fronte stupefacenti, il "market" era ben fornito: circa 796 grammi di marijuana (quasi un chilo) e 7 grammi di cocaina. A chiudere il cerchio probatorio, il classico kit del pusher: due bilancini elettronici di precisione e il materiale per il confezionamento delle dosi.
L'epilogo
Per i due giovani, colti in flagranza di reato, sono scattate le manette. Le accuse sono detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi. Su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, che ha coordinato il blitz, per entrambi si sono aperte le porte del carcere di Bancali, dove restano a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa di spiegare al giudice la provenienza di quel deposito illegale.
Si ricorda che per gli indagati vige la presunzione d'innocenza fino a sentenza definitiva.