Cagliari: Stagno di Santa Gilla devastato dalla Fluorsid

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Cagliari, “Macchiareddu e Santa Gilla devastati dall’inquinamento Fluorsid, non c’è più tempo da perdere”. Cinque anni dopo le promesse di bonifica, la Procura di Cagliari riapre i procedimenti penali per la mancata risistemazione delle aree inquinate dagli impianti industriali della Fluorsid spa. L’inquinamento ha colpito aria, suolo e la preziosa zona umida di Santa Gilla, con gravi rischi per salute pubblica e ambiente.

Le indagini partono dal 2017, quando il Corpo Forestale e la Procura disposero sequestri preventivi e arresti di sette dirigenti per emissioni di polveri tossiche, sversamenti di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla e interramento di rifiuti pericolosi come fluorsilicati e amianto. Analisi confermarono contaminazioni da fluoro in allevamenti ovini e vegetazione distrutta nelle campagne di Macchiareddu e Assemini. La Fluorsid, pur con certificazioni ambientali, non ha ottemperato agli ordini di bonifica imposti dal Gip, nonostante un piano concordato nel 2019 con patteggiamenti per gli indagati.

“Non c’è più tempo da perdere: Macchiareddu e Santa Gilla sono devastati da anni di inquinamento Fluorsid, con falde acquifere contaminate e fauna colpita da fluorosi grave”, denuncia Stefano Cera, presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico, che ha segnalato alla Procura la mancata esecuzione delle bonifiche. “La Regione Sardegna e i Comuni devono intervenire con urgenza per imporre il risanamento, pena ulteriori danni irreversibili alla zona umida protetta. Dati ufficiali confermano contaminazioni significative nella laguna di Santa Gilla da attività Fluorsid, con sversamenti reiterati di fanghi acidi documentati dal Gip nel decreto n. 2081/2016. Arpa Sardegna ha condotto analisi su falde e acque superficiali, rilevando in alcuni casi fluoruri elevati nelle acque di falda aziendali fino a 200 mg/l (limite 1,5 mg/l) e solfati, sebbene monitoraggi specifici sulla laguna abbiano indicato in passato "assenza di allarme" per inquinamento preoccupante. Arpas ha effettuato prelievi nelle falde della zona umida di Santa Gilla come parte di un piano straordinario di controlli ambientali promosso dalla Giunta regionale nel 2017, confermando rischi da dispersione polveri e sversamenti industriali. Il decreto Gip del 9 maggio 2017 accerta contaminazione aria, suolo e laguna, con fluorosi in allevamenti ovini e sversamenti non occasionali di fanghi acidi.

Nel 2023 e 2025 la Procura ha aperto due fascicoli per omessa bonifica, coinvolgendo Arpas e Ministero dell’Ambiente; il Corpo Forestale ha rilevato rifiuti abbandonati e ha notificato obblighi di rimozione entro 180 giorni. La Giunta Pigliaru aveva avviato controlli, ma dopo anni nulla è cambiato, con nuove ispezioni in corso.