USA, il paradosso dell'export sardo: le piccole imprese volano, l’industria crolla. L'allarme di Confartigianato sui dazi

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Analisi a due velocità nel primo semestre 2026: crescono agroalimentare e artigianato (+5,6%), mentre il manifatturiero pesante perde quasi la metà del fatturato (-44,9%). Meloni: "Dati positivi, ma c'è l'effetto scorte per paura delle nuove tariffe".

CAGLIARI – È un mercato schizofrenico, quello che lega la Sardegna agli Stati Uniti in questo avvio di 2026. Da una parte c’è l’artigianato e la piccola impresa che corre, forte delle sue eccellenze alimentari e manifatturiere; dall’altra c’è l’industria pesante che affonda, schiacciata da dazi e burocrazia. La fotografia scattata dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna racconta di un'economia isolana a due velocità nel rapporto con il gigante americano.

Piccole imprese: la rivincita della qualità I numeri del primo semestre di quest'anno sono inequivocabili per le Micro e Piccole Imprese (MPI). Le vendite verso gli USA sono cresciute del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, toccando quota 138 milioni di euro. Un risultato che inverte la rotta rispetto alla frenata registrata l'anno precedente (-1,7%). Cosa comprano gli americani dalla Sardegna? Soprattutto alimentari, ma il paniere è vario: prodotti in legno e metallo, pelletteria, tessile, ceramiche e semilavorati lapidei hanno retto l'urto delle turbolenze internazionali.

Il crollo dell'industria e l'incubo dazi Il rovescio della medaglia è drammatico. Se l'artigianato sorride, l'export delle imprese manifatturiere industriali (compresa la raffinazione e i combustibili) segna un crollo verticale del 44,9%. Su questo settore pesano come macigni i dazi, la burocrazia e la concorrenza globale, in un contesto segnato da quelle che il dossier definisce "politiche economiche trumpiane".

L'analisi: "Crescita drogata dalla paura" Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, guarda i dati con realismo, evitando trionfalismi. "Per l’export delle piccole imprese sarde sono numeri assolutamente positivi" - commenta Meloni - "perché dimostrano che negli Stati Uniti apprezzano le nostre piccole ma ricercate produzioni, soprattutto alimentari". Tuttavia, c'è un'ombra su questa crescita. Meloni avverte che il segno più potrebbe essere frutto di una corsa ai ripari: "Dobbiamo essere sinceri dicendo che l’incremento è anche il frutto dell’anticipazione degli acquisti da parte degli importatori statunitensi per evitare l’applicazione dei dazi e questa situazione non ci fa stare sereni in vista del futuro".

La mappa dell'export A livello territoriale, il Nord Sardegna fa la parte del leone. L'area Sassari-Gallura ha esportato prodotti per ben 83 milioni di euro (+0,6%). Seguono Nuoro con 35 milioni (+2,7%), mentre il Sud Sardegna (9 milioni) e Cagliari (6 milioni) registrano percentuali di crescita imponenti (rispettivamente +46,2% e +50,6%), pur su volumi assoluti inferiori.

La strategia La ricetta per non soccombere, secondo Confartigianato, è puntare sulla qualità inattaccabile. "L’Isola ha bisogno di continuare a lavorare nel mercato del food e degli altri settori eccellenza", spiega Meloni. L'obiettivo è "sorpassare l’incubo dazi doganali" e mantenere aperto il dialogo con un partner che resta motore dell'economia globale, nonostante le incertezze politiche.