C’era una volta il postino con la borsa di cuoio tracimante missive, che faticava su e giù per le scale e pedalava su biciclette pesanti come cancelli. Quell'immagine romantica e faticosa è ormai archivio. Nel 2026, la consegna della posta – e soprattutto dei pacchi, vera ossessione dell'era e-commerce – diventa una questione di ingegneria avanzata.
Poste Italiane ha deciso di mandare in pensione i vecchi furgoni inquinanti che si incastrano nei vicoli medievali dei nostri centri storici. La soluzione, presentata oggi e già in fase di sperimentazione in Puglia, è un ritorno al passato corretto dal futuro: il cargo e-bike a tre ruote.
Non chiamatela bicicletta, perché sarebbe riduttivo. Si tratta di un prototipo sviluppato in collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile (MoSt) e con partner del calibro di Pirelli e delle Università di Firenze e Bergamo, oltre al Politecnico di Milano. Un laboratorio su ruote, insomma. L'idea è semplice: entrare dove i mezzi pesanti non possono, rispettando le ZTL e l'aria che respiriamo. Il veicolo ha un vano di carico modulare capace di ingoiare fino a 700 litri di volume per un massimo di 100 chilogrammi di peso. Tre ruote garantiscono che il mezzo non si ribalti sul pavé sconnesso delle nostre città d'arte, anche a pieno carico.
Ma la vera notizia non è che si pedala (assistiti da un motore elettrico fino a 25 km/h), ma come si pedala. Questi tricicli sono infarciti di tecnologia: radar per rilevare gli ostacoli, sensori per l'usura degli pneumatici, sistema ABS per la frenata e persino la rigenerazione energetica tramite pannelli fotovoltaici integrati.
C'è poi un aspetto che trasforma il postino in una sorta di sentinella ambientale. Mentre consegna il pacco, la cargo e-bike "annusa" la città: i sensori di bordo rilevano la qualità dell'aria, la temperatura e l'umidità, fornendo dati preziosi alle amministrazioni per gestire lo spazio urbano.
È l'ultimo tassello di una strategia, quella del piano "2024–2028 The Connecting Platform", che vede Poste Italiane guidare una flotta che al 30 settembre 2025 contava già quasi 29 mila mezzi a basse emissioni. L'obiettivo è chiaro: togliere smog dalle città senza togliere il servizio. Se poi il pacco arriva silenzioso e senza bloccare il traffico in doppia fila, tanto meglio per tutti.
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