Olbia, il lusso dei "poveri" finisce sotto chiave. Mille patacche sequestrate dalle Fiamme Gialle

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Non è tutto oro quel che luccica, e soprattutto non è tutto Rolex quello che ticchetta al polso. Durante le festività appena concluse, mentre i cittadini onesti facevano la fila per i regali (quelli veri) e i commercianti battevano scontrini (e pagavano tasse), a Olbia andava in scena il solito, vecchio mercato parallelo. Quello del vorrei-ma-non-posso, del marchio griffato venduto al prezzo di una pizza.

Ma stavolta la festa è finita male per i venditori di illusioni. I militari della Guardia di Finanza del gruppo di Olbia, intensificando i controlli proprio nel periodo natalizio, hanno piazzato un colpo deciso contro l'abusivismo commerciale. Il bilancio dell'operazione parla chiaro: oltre mille capi di abbigliamento e accessori sono stati tolti dalla strada.

Nei sacchi delle Fiamme Gialle sono finiti orologi, borse, scarpe, foulard e giubbotti che scimmiottavano, con loghi e segni distintivi identici agli originali, i giganti del lusso mondiale: Louis Vuitton, Blauer, Stone Island, Moncler, fino all'alta orologeria di Rolex, Patek Philippe e Cartier. Oggetti che, se piazzati sul mercato, avrebbero fruttato diverse migliaia di euro, soldi sottratti all'economia legale e, va da sé, al fisco.

A finire nei guai sono stati due venditori ambulanti, uno di nazionalità italiana e uno senegalese. Per loro è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. L'accusa è quella classica: commercializzazione di prodotti contraffatti. Merce che, oltre a essere falsa, era ovviamente priva di qualsiasi standard di sicurezza.

L'operazione della Finanza è un atto di giustizia verso chi alza la serranda ogni mattina rispettando le regole. Perché un Rolex falso al polso potrà anche ingannare l'occhio distratto di un passante, ma non inganna l'economia: ogni euro speso nel mercato nero è un euro rubato alla comunità. E a Olbia, per fortuna, qualcuno se n'è accorto.