Forza Italia: “Lo avevamo detto, ora lo certifica la Corte costituzionale”

Forza Italia

La sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittime alcune norme della riforma sanitaria regionale viene rivendicata da Forza Italia come la conferma di quanto denunciato nei mesi scorsi. Un pronunciamento che, secondo gli esponenti azzurri, sposta il confronto dal piano politico a quello istituzionale.

«Noi lo avevamo anticipato e spiegato in ogni modo possibile. Però oggi non parla Forza Italia, oggi parla la Corte Costituzionale», si legge nella presa di posizione diffusa dal partito.

Il riferimento è alla decisione della Consulta che ha dichiarato incostituzionali le disposizioni regionali che avevano determinato la decadenza generalizzata dei direttori generali delle ASL e il conseguente commissariamento delle aziende sanitarie. Secondo la Corte, quelle norme violano i principi di imparzialità, continuità amministrativa e buon andamento della pubblica amministrazione, oltre a incidere sulla tutela del diritto alla salute.

Forza Italia sottolinea come l’impugnazione delle norme regionali sulle nomine dei direttori generali rappresentasse, fin dall’inizio, il nodo centrale della riforma voluta dalla Giunta guidata da Alessandra Todde. Una riforma che, secondo gli azzurri, non mirava al miglioramento dei servizi ma all’azzeramento dei vertici delle aziende sanitarie locali.

Nel comunicato si richiama anche un precedente politico e istituzionale. Forza Italia ricorda quanto avvenuto nel quinquennio di centrosinistra precedente alla passata legislatura di centrodestra, quando – si legge – si tentò di accentrare l’intero sistema sanitario sul livello cagliaritano, svuotando di fatto le ASL territoriali. Proprio per superare quell’impostazione, la riforma approvata nella legislatura successiva aveva restituito autonomia, responsabilità e dignità alle aziende sanitarie locali.

Secondo il partito, quella base avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per eventuali correttivi. Al contrario, la nuova Giunta avrebbe scelto di ignorarla, nonostante – viene sottolineato – anche contributi tecnici autorevoli indicassero quella struttura come riferimento per una riforma diversa e più solida.

Un passaggio centrale riguarda il rapporto tra mandato politico e incarichi dirigenziali. Forza Italia ricorda come, nella precedente legislatura di centrodestra, si fosse lavorato per un lungo periodo con commissari nominati dalla maggioranza precedente, proprio per rispettare la natura contrattuale degli incarichi dei direttori generali. «Il nodo era noto, ossia la discordanza temporale tra mandato politico e incarichi dirigenziali», viene rimarcato.

La scelta contestata alla Giunta Todde sarebbe stata quella di forzare il sistema, dimenticando che i direttori generali non ricoprono incarichi fiduciari ma contrattuali. Da qui, secondo Forza Italia, le conseguenze attuali: norme bocciate, rischio di contenziosi, stipendi da restituire e una fase di paralisi gestionale, aggravata dal fatto che la presidente cumula anche la delega alla sanità.

Nel comunicato, il partito precisa di non voler esultare per la sentenza, ma di rivendicare la correttezza delle proprie posizioni. «Forza Italia non esulta, ma rivendica di aver detto la verità», si legge in chiusura, con l’invito a correggere gli errori e a rimettere al centro la sanità dei sardi, «non il controllo politico delle nomine».