Sassari: sicurezza sul lavoro e lavoro nero, sospese due aziende e sanzioni per 43 mila euro

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Estate di controlli serrati nel nord Sardegna. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari, in collaborazione con le stazioni dell’Arma e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno passato al setaccio 34 aziende in tutta la provincia. Il bilancio è netto: 15 imprese irregolari, due attività sospese e 43 mila euro di sanzioni tra ammende e multe amministrative.

Le ispezioni — svolte tra giugno e settembre — hanno interessato i settori agricolo, ristorazione, commercio e pubblici esercizi, toccando realtà sparse tra Sassari, Alghero, Olbia, Stintino, Badesi, Berchidda, Santa Teresa Gallura e altri centri della provincia. In tutto, sono state verificate 199 posizioni lavorative.

Le violazioni più frequenti riguardano la sicurezza sul lavoro: personale non formato, assenza del medico competente, mancate visite preventive e omissioni nelle procedure di pronto soccorso. In un caso, i militari hanno scoperto un’azienda priva del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), obbligatorio per legge: la conseguenza è stata la sospensione immediata dell’attività.

Un’altra impresa è stata fermata per aver impiegato lavoratori in nero in misura superiore al 10% del personale presente. E in sette aziende sono stati trovati impianti di videosorveglianza installati senza le necessarie autorizzazioni, in violazione dello Statuto dei Lavoratori.

I controlli continueranno nei prossimi mesi. L’obiettivo è duplice: colpire lo sfruttamento e il caporalato, ma anche diffondere una cultura della sicurezza che troppo spesso — nelle parole di un ispettore — “viene vista come un costo e non come un dovere”.

Perché in fondo, dietro ogni sanzione, c’è sempre la stessa domanda: quanto vale la vita di chi lavora?