In via De André, a pochi passi dal cuore di Sassari, la natura ha alzato la testa, inscenando un episodio che lascia poco spazio all'indifferenza. Un branco di 12 cinghiali si è spinto fino alle aiuole del Liceo Canopoleno, passeggiando tra l’asfalto e il verde pubblico con un’audacia che sembra voler sfidare l’uomo sul suo stesso terreno.
Non è il semplice caso di qualche animale smarrito. Questi cinghiali, catturati in video da un cittadino mentre si muovevano tra via Luna e Sole e via De André, incarnano qualcosa di più profondo: un’assenza di controllo, un vuoto che permette alla campagna di invadere la città.
Si dice che fossero in cerca di cibo, ma ciò che si vede è un simbolo della debolezza di un sistema incapace di gestire il proprio territorio.
E non è la prima volta. Sassari ha già visto gruppi di cinghiali apparire ai bordi delle carreggiate, intenti a rovistare tra i rifiuti o a cercare un varco per tornare nelle campagne. Ma ogni episodio come questo è un segnale d’allarme, una testimonianza di una gestione che non sa più distinguere tra città e natura, tra ordine e caos.
La scena ha suscitato curiosità, sì, ma anche inquietudine. Perché un branco di cinghiali che pascola libero vicino è il ritratto di un sistema che lascia interi spazi pubblici senza protezione, esponendo cittadini e giovani a rischi inutili.
Sassari non può permettersi questa indifferenza. Ogni animale che attraversa il confine tra campagna e città è un monito, una domanda che resta sospesa: chi governa davvero questi spazi? Finché non si darà risposta, i cinghiali continueranno a camminare indisturbati tra le aiuole, e noi resteremo a guardare, più spettatori che protagonisti.
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