Sassari, 2 gennaio 2025. In un’Italia che lotta contro l’inverno demografico, Sassari fa sentire la sua voce. Un grido di vita che emerge con forza dai numeri della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria: 1.412 nuovi nati nel 2024, un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Una piccola grande vittoria che si staglia contro il panorama fosco del calo nazionale delle nascite, un fenomeno ormai definito “inverno demografico” che vede sempre meno bambini affacciarsi al mondo.
Questo incremento, seppur locale, porta con sé il profumo di una resistenza. “Con oltre 200 nuovi nati in più rispetto al 2023, confermiamo il nostro ruolo di centro di riferimento per il centro-nord Sardegna,” afferma il professor Giampiero Capobianco, direttore della Clinica. Un risultato che non è solo statistica, ma un atto di fiducia verso il futuro, reso possibile da un sistema sanitario che funziona e da un’organizzazione che accoglie madri da tutta la provincia e oltre.
Tra i 1.412 neonati, 731 maschi e 678 femmine, ci sono storie che non si possono leggere nei numeri. C’è la madre che ha affrontato il travaglio con l’aiuto del parto in analgesia, una procedura scelta da 351 donne nel 2024, un aumento rispetto alle 296 del 2023. C’è la coppia che ha accolto due gemelli, tra i 23 parti gemellari registrati. E c’è la multiculturalità che si fa strada nella sala parto: 117 neonati hanno genitori stranieri, con la comunità nigeriana a guidare questa piccola rivoluzione etnica.
Ma c’è anche il taglio cesareo, scelto o necessario, per 569 donne. “In Sardegna, l’età media al parto è tra le più alte in Italia,” spiega Capobianco. “Questo, unito alle gravidanze complicate, rende il cesareo spesso la scelta migliore per garantire la salute di madre e bambino.”
In un’Italia che registra record negativi di natalità, Sassari non si arrende. “L’instabilità economica, l’età media avanzata alla prima gravidanza, e un sistema di sostegno ancora carente sono solo alcune delle cause del calo delle nascite,” riflette Capobianco. “Ma è necessario fare di più per sostenere i giovani, garantire un futuro ai nuovi nati e alle loro famiglie.”
E mentre i numeri nazionali calano, la Clinica di Sassari si distingue anche per innovazione. Con oltre mille interventi ginecologici, molti dei quali eseguiti con tecniche mininvasive e robotiche, come il sistema Da Vinci Single Port, la struttura rappresenta un’eccellenza non solo per il parto, ma per la salute femminile in generale.
I numeri parlano di una città che lotta contro l’oblio demografico, ma la sfida non si esaurisce qui. Le politiche nazionali devono andare oltre i bonus temporanei. Devono essere radicate in un progetto duraturo, che accompagni i nuovi genitori dalla culla all’età adulta dei loro figli. Perché ogni nascita non è solo una statistica, ma un inizio che merita di essere protetto, sostenuto e valorizzato.
In un’Italia che fatica a rispondere alle sfide del futuro, Sassari si presenta come un modello di speranza. I suoi 1.412 nuovi nati del 2024 sono più di un dato: sono una promessa, una resistenza e un impegno a non lasciarsi sopraffare dall’inverno che avanza. La vita, a Sassari, ha ancora il suo posto. E questo, in tempi così incerti, vale più di qualsiasi altra cosa.