Una folla composta da gente comune ed artisti noti, unita dalla commozione, oggi, Lunedi 28
Ottobre alle 11 ha accolto le spoglie mortali di Mario Fabiani per l’ultimo saluto. La funzione,
officiata nella chiesa di Bonaria accanto alla Basilica, è stata officiata dal ministro di culto cattolico
Giovannino Tolu, che ha ricordato la vita dell’artista e ha cercato di confortare i suoi affetti
ricordando la promessa di eternità riservata ai credenti. La piccola chiesa non è riuscita a
contenere tutti i presenti, alcuni dei quali hanno atteso il termine della funzione all’esterno,
rilasciando qualche dichiarazione a chi scrive. Lo ricorda nella semplicità l’amica Elisabetta, che ci
dice “andava ghiotto per le fave”, mentre la voce della Marina Giancarlo Rocca lo ricorda giudice
all’Akroama in un festival organizzato da Gennaro Longobardi dove Rocca partecipò, aprendo le
porte ad un dialogo che continuò negli anni, costruendo una amicizia con un “grande amico”.
Antonio Lai lo descrive come un grande maestro, avendo cominciato la professione mentre Fabiani
era già noto al grande pubblico. Un ricordo di quando erano ragazzi ci ha raccontato invece
Francesco Scano, che poi ha proseguito questo rapporto anche con l’incisione di un cd nella sala di
incisione di Fabiani pur perdendo i contatti negli ultimi anni. Marco Mameli, con la sua consueta
dialettica, ci racconta di averlo conosciuto 25 anni fa per ragioni televisive e lo narra come
“persona sempre disponibile” che ha cantato con e per il popolo, non sottraendosi mai a
presenziare e spendersi in occasione di eventi benefici.
Presente anche tutta la Grandinata Sport,
capitanata da Gennaro Longobardi, che ha avuto anche modo di dedicargli un ricordo personale
durante la registrazione della puntata odierna (che andrà in onda questa sera alle 21, rinnovando
l’appello alla presidenza del Cagliari Calcio, affinché venga adottato l’inno scritto cantato da Mario
Fabiani “Alè Cagliari” come nuovo emblema musicale che accompagni le imprese della squadra
cittadina. A questo appello, in qualità di tifosa del Cagliari, non posso che unirmi.
L’uscita sul sagrato ha rappresentato un altro momento di profonda commozione, mentre nell’aria
hanno risuonato le note dei suoi brani più celebri, tra cui appunto, anche l’inno citato poc’anzi.
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