Carceri sovraffollate in Sardegna: il diritto alla salute sotto pressione

Carcere
  Le carceri italiane sono da tempo un problema irrisolto, e in Sardegna la situazione non fa eccezione. Con un sovraffollamento dell'83%, i numeri parlano chiaro: 2.128 uomini e 50 donne ammassati in strutture che, evidentemente, non possono garantire condizioni dignitose. Lo scorso 9 agosto, l'Associazione Luca Coscioni ha diffidato le ASL nazionali, chiedendo loro di effettuare sopralluoghi negli istituti di pena per accertare le condizioni igienico-sanitarie e l'accesso ai servizi socio-sanitari. Solo 34 su 102 hanno risposto, tra queste l’ASSL 2 della Gallura in Sardegna, che ha sostenuto di tutelare il diritto alla salute dei detenuti. Un’affermazione che, però, viene messa in dubbio da Marco Perduca, coordinatore dell’iniziativa per l’Associazione Luca Coscioni.

  Le parole di Perduca sono dure e dirette: "Chiediamo ai media di verificare". Ecco il punto centrale: in un sistema in cui le istituzioni continuano a ribadire il proprio impegno, chi controlla che queste promesse vengano mantenute? Il problema non è solo il sovraffollamento, che riguarda 61.758 detenuti a livello nazionale, ma anche il rischio di peggiorare la situazione. L’introduzione del decreto Caivano ha già provocato un aumento del 49% negli istituti minorili, e il DdL sicurezza, qualora venisse approvato, porterebbe addirittura donne incinte dietro le sbarre. In un quadro già così critico, l’approccio resta fermo su "ordine e disciplina", senza mai affrontare le questioni di fondo: condizioni di vita degradanti, servizi sanitari inadeguati e un sistema che sembra più interessato a punire che a riabilitare. Perduca non si ferma qui e lancia un appello ai media locali, invitandoli a chiedere conto alle ASL: sono state effettuate visite ispettive nelle carceri? Quando sono avvenute e quali sono state le conclusioni? Ci sono stati interventi reali o tutto è rimasto sulla carta? E qui si tocca un altro punto dolente. La nomina di Riccardo Turrini Vita a presidente del Collegio dei Garanti dei Diritti delle Persone private della Libertà personale è vista come "del tutto inopportuna" dall’Associazione Coscioni. Turrini Vita è un uomo che ha lavorato per 20 anni nell’amministrazione penale. "Con quale indipendenza o terzietà potrà garantire il pieno rispetto dei diritti umani di chi è ristretto, a partire da quello della salute?" si chiede Perduca. Questa è la situazione. Un sistema che continua a implodere sotto il peso di politiche miopi e decisioni che ignorano la dignità umana. Le carceri non sono solo un problema di sovraffollamento: sono un riflesso di un approccio che, più che cercare soluzioni, continua a rimandare le emergenze.