L'isola di Spargi, nel Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, si è trovata al centro di una vicenda che mescola la bellezza naturale con una necessità tanto urgente quanto spiacevole: l'abbattimento dei cinghiali. Dopo l'aggressione a un bambino, avvenuta proprio su una delle spiagge di Spargi, e altri avvistamenti che hanno coinvolto questi animali nelle zone frequentate dai turisti, le autorità locali hanno deciso di intervenire con fermezza.
La risposta non si è fatta attendere. Oggi, dalle 15 alle 22, l'accesso all'isola e alla zona marina circostante è stato interdetto, con l'obiettivo di permettere un'operazione di abbattimento considerata improrogabile.
Il provvedimento è stato accompagnato da un’ordinanza della Capitaneria di Porto di La Maddalena, che ha specificato la chiusura non solo della terraferma, ma anche di una vasta area marina fino a 500 metri dalla costa. Qui, tra le famose cale dell'isola come Cala Corsara e Cala dell'Amore, sarà vietata ogni attività: dalla navigazione alla balneazione, passando per la pesca e le immersioni.
La Guardia Costiera e altre forze di polizia presidieranno l'area per assicurarsi che le misure siano rispettate, in una cornice che richiede la collaborazione e il buon senso di tutti, come espressamente richiesto dalle autorità.
Questo provvedimento, sebbene doloroso per chi ama la natura incontaminata, è stato ritenuto necessario per la sicurezza pubblica. Gli avvistamenti sempre più frequenti dei cinghiali, animali notoriamente imprevedibili e potenzialmente pericolosi, hanno messo in evidenza l’urgenza di una gestione più rigida della fauna locale.
L'intervento segna un capitolo importante nella gestione delle risorse naturali del Parco, ricordando come la coesistenza tra uomo e natura richieda a volte decisioni difficili e impopolari, ma essenziali per garantire la sicurezza di tutti.
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