Allarme in Gallura: Le querce si stanno seccando, Coldiretti lancia l'appello

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  Un grido d’allarme si leva dalla Gallura, una delle aree più verdi e suggestive della Sardegna. A causa della siccità che sta flagellando l’isola negli ultimi mesi, le querce e i lecci, simboli di questa terra, stanno seccando. Un fenomeno preoccupante che non ha precedenti e che ha spinto Coldiretti Nuoro/Ogliastra a lanciare un appello urgente. La situazione è critica, e l’ennesimo colpo è arrivato dagli incendi, spesso dolosi, che hanno devastato ampie aree verdi, aggravando ulteriormente una crisi ambientale già pesante. Le segnalazioni provenienti dal mondo agricolo non si sono fatte attendere: allevatori e agricoltori sono in prima linea nel denunciare la gravità della situazione, sottolineando l’urgenza di un monitoraggio particolare delle querce e dei lecci che stanno morendo a causa della siccità. 

  Il presidente di Coldiretti Nuoro/Ogliastra, Serra, non ha nascosto la sua preoccupazione. Durante alcuni sopralluoghi nei siti più colpiti, ha espresso tutto il suo disappunto per una situazione che rischia di mettere in ginocchio un’intera regione. "Stiamo monitorando da vicino il problema. Ci auguriamo che si crei una squadra e una sinergia tra tutte le forze in campo per salvaguardare il nostro patrimonio boschivo," ha dichiarato. Ma la siccità potrebbe non essere l'unico nemico. Non si esclude, infatti, la presenza di patogeni che attaccano le radici delle piante, accelerandone il processo di disseccamento. Una minaccia invisibile che rende la situazione ancora più complessa e difficile da gestire. I boschi della Gallura non sono solo un patrimonio naturale inestimabile, ma rappresentano anche una fonte di reddito per molte famiglie, grazie al legname e alle ghiande. La perdita di questi alberi secolari avrebbe quindi ripercussioni non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia locale. Di fronte a questo scenario, è essenziale mappare le aree più colpite e analizzare attentamente il fenomeno per cercare di arginare il disastro. Solo un’azione coordinata e tempestiva potrà salvare ciò che resta di questi boschi, affinché la Gallura non perda uno dei suoi beni più preziosi.