Ad Alghero, tra il verde dei giardini e le aiuole curate con dedizione, si aggira un malessere crescente. A parlarne, in una lettera aperta, è un gruppo di giardinieri precari che si sentono traditi da un sistema che, invece di premiarli per il loro lavoro, sembra fatto apposta per escluderli. La situazione è grave, e i giardinieri non usano mezzi termini: i bandi per l’assunzione di 12 giardinieri specializzati e 2 capisquadra giardinieri sono, a loro avviso, "altamente discriminatori".
La lettera inizia con un'accusa forte: dopo aver tentato inutilmente di sensibilizzare alcuni consiglieri comunali, i giardinieri si vedono costretti a portare la loro protesta alla luce del sole.
L’accusa è chiara: il bando prevede tra i requisiti l’abilitazione all’uso di macchine per movimento terra, "una prescrizione che elimina dalla selezione numerosi giardinieri in possesso di tutti gli altri requisiti". Come dire, bravi giardinieri sì, ma senza quella specifica qualifica, restano fuori.
E non è tutto. Anche il bando per i capisquadra giardinieri, che richiede solo la licenza media inferiore, viene messo sotto accusa. Per un ruolo così delicato e complesso, gestire il verde pubblico cittadino, "sarebbe auspicabile il possesso di un diploma di scuola superiore ad indirizzo agrario". Un giusto equilibrio, insomma, tra pratica e teoria, che sembra mancare del tutto in questo bando.
La frustrazione dei giardinieri cresce ulteriormente quando si parla della valutazione dei titoli.
Chi ha lavorato presso aziende pubbliche o private ottiene un punteggio extra, un vantaggio che, secondo i firmatari, avvantaggia "fortemente i lavoratori attualmente sotto contratto presso la società Alghero In House", creando un ostacolo quasi insormontabile per tutti gli altri.
I giardinieri, con la loro lettera, non chiedono altro che giustizia. Chiedono che i bandi vengano sospesi e riformulati, per favorire una partecipazione più ampia e trasparente. Una richiesta semplice, ma che porta con sé un carico di aspettative e delusioni accumulato nel tempo. Fiduciosi che il nuovo corso della maggioranza cittadina possa ascoltarli, i giardinieri concludono con un appello alla trasparenza e all’equità.
In una città come Alghero, dove il verde pubblico è non solo un decoro, ma parte integrante della vita quotidiana, la cura e la competenza di chi se ne occupa non possono essere lasciate al caso. E i giardinieri, con le mani sporche di terra e la schiena curva sotto il sole, lo sanno bene.