Sassari: La panchina sotto il sole alla fermata di Santa Maria di Betlem

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  Sassari, fermata del treno di Santa Maria di Betlem, ore 14:00 di una giornata afosa, il 28 giugno. Una lettrice ci scrive, forse con un pizzico di ironia, forse con un filo di esasperazione, per denunciare una situazione a dir poco bizzarra. Ci troviamo in un punto di passaggio per molti pendolari, una piccola fermata dove il sole sembra essere l'unico padrone. 

  La nostra lettrice, visibilmente colpita dal caldo soffocante, ci invia una fotografia che parla da sola. Una panchina, sola e sperduta, giace sotto il sole cocente, mentre la pensilina accanto, apparentemente costruita per offrire riparo, è priva di sedute. Ecco la scena: il pavimento rovente della fermata sembra sfidare chiunque a trovare conforto sotto i raggi implacabili del sole di giugno.

  Ora, c'è da chiedersi solo il perché di questa strana disposizione. La panchina, disposta come un elemento d'arredo moderno, ignora il principio fondamentale dell'ombra. La pensilina, dall'altro lato, è lì, sola e inutile, un monumento all'assurdo, priva di sedili. La nostra lettrice, nel suo racconto, ci confida di aver preferito sedersi a terra sotto la pensilina, piuttosto che affrontare la tortura del sole sulla panchina. Un gesto che dice molto sulla praticità delle soluzioni proposte. Ma non possiamo biasimarla. Chi, sano di mente, sceglierebbe di abbronzarsi sulla panchina rovente quando l'ombra è a portata di mano, anche se senza sedute?

  Ci troviamo davanti a un mistero degno di nota: quale logica guida l'installazione delle panchine in quella fermata? Una domanda che, ne siamo certi, merita una risposta. Nel frattempo, ai poveri pendolari non resta che sperare in un ripensamento, o almeno in una buona crema solare. In attesa che qualcuno risolva questo enigma dell'urbanistica ferroviaria, ci auguriamo che la prossima fermata sia dotata di ombre e panchine in sincronia, per il bene di tutti. E magari, nel frattempo, che qualche anima pia porti una sedia sotto la pensilina.