Celebrata la Giornata Internazionale contro l’Abuso e il Traffico Illecito di Stupefacenti con una conferenza a misura di giovane

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  In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Abuso e il Traffico Illecito di Stupefacenti, il 26 giugno, Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga ha tenuto una conferenza presso la Chiesa di Scientology della Sardegna. Non solo informazione ma anche esperienze dirette sono state affrontate per spronare volontari e curiosi, accorsi alla conferenza, affinché aumenti l’impegno per veder cessare la piaga sociale rappresentata dalla droga. La conferenza si è aperta sfruttando le definizioni di alcune parole chiave legate a questo mondo: cos’è la droga? Cos’è la dipendenza e cosa l’astinenza? La scoperta è stata che, nonostante tra il pubblico ci fossero anche operatori del settore, non tutto è così chiaro in merito alla droga e le loro testimonianze hanno fatto comprendere quanto sia difficile rendere consapevoli i giovani di quali siano i pericoli a cui vanno incontro nel momento in cui, per semplice divertimento, volersi sentire “parte della cricca” o voglia di ribellarsi alle regole, si affacciano alle prime esperienze con la droga. 

  Un bene che nel calderone sia finito anche l’alcool: così facile da reperire ma così difficile da debellare quando se ne fa abuso. E ancora l’astinenza: “inizia dal lunedì mattina successivo alla sbronza del weekend perché il ragazzo, sapendo di essere incapace di divertirsi in modo sano, aspetta con ansia il nuovo weekend, la nuova bevuta, l’ennesima sbronza”. Un circolo vizioso che necessita di una ferma posizione contro l’uso di qualsiasi droga! Poiché L. Ron Hubbard disse che “l’arma più efficace contro la droga è l’istruzione”, il clou della conferenza è stato nel momento in cui due ex-consumatori hanno raccontato le esperienze in cui sono stati coinvolti. In un primo momento fingendo che ci sia qualcosa di divertente nella droga, “perché questo è ciò che sperimentano i ragazzi alle prime assunzioni” ha detto Matteo. Passando poi agli aspetti più drammatici: “furti e inganni per procurarsi i soldi; forze dell’ordine che ti smontano la casa quando ti beccano; amici che non ci sono più” ha raccontato Tony. 

  Per poi render noto in concerto che ai ragazzi “raccontiamo le nostre storie perché conosciamo ciò che succede dopo le prime assunzioni, quando ormai ti senti in un vortice dal quale hai paura che non uscirai più” e allora stringersi agli affetti più cari e alle passioni più profonde, avere il coraggio di raccontarsi perché qualcuno tenda la mano, sono stati i suggerimenti in merito all’invito da dare ai giovani che hanno già fatto le prime esperienze. E’ un dato rilevante il fatto che la fetta più ampia di chi non ha mai fatto uso di droga fosse stato informato in precedenza e ciò a cui la società deve ambire non è solo “salvare qualcuno” ma vedere le nostre città libere dalla droga.