La battaglia di Di Nolfo per la difesa di Calabona al grido di "Basta privatizzazioni"

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  In un recente post su Facebook Valdo Di Nolfo, neo eletto consigliere regionale di Alghero, rivela una posizione decisa riguardo al progetto di sviluppo nella zona di Calabona. Di Nolfo denuncia un'apparente discrepanza tra le decisioni iniziali delle autorità locali e regionali e le recenti evoluzioni, sollevando dubbi sulla coerenza delle politiche di gestione del territorio e sulla trasparenza dei processi decisionali.

  Il progetto in questione, che prevedeva la realizzazione di una pedana prendisole in legno e di un collegato pontile, era stato inizialmente bocciato a causa di un parere negativo fondato sulla mancanza di un Piano di Utilizzo dei Litorali, una base normativa essenziale per l'approvazione di opere di questo tipo. Di Nolfo, con una meticolosa indagine attraverso richieste di accesso agli atti presso il Comune di Alghero e la Regione Sardegna, ha cercato di ottenere una visione chiara sulla situazione, dimostrando un impegno diretto nel cercare trasparenza e chiarezza sulle decisioni che influenzano l'ambiente e il territorio. 

  Nonostante il precedente parere negativo, si assiste ora all'avvio dei lavori per un'opera definita di "ingegneria ambientale", promossa dalla stessa azienda cui era stato originariamente negato il permesso per il pontile e la pedana. Questa svolta è percepita da Di Nolfo come una mera operazione di "ingegneria lessicale", ovvero un tentativo di aggirare gli ostacoli normativi e le resistenze della comunità attraverso un cambio di denominazione del progetto piuttosto che un reale adeguamento ai criteri di sostenibilità e inclusività. 

  L'appello di Di Nolfo è un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e alla necessità di preservare gli spazi pubblici da logiche di privatizzazione che ne limitino l'accessibilità e l'uso da parte di tutta la comunità. La questione sollevata intorno all'area di Calabona diventa emblematica di un dibattito più ampio sulla gestione dei beni comuni, sull'equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale, e sul diritto dei cittadini di godere dei paesaggi e delle risorse naturali del proprio territorio. Il messaggio del consigliere Di Nolfo si inserisce in questo contesto come una presa di posizione a favore della trasparenza, della partecipazione pubblica e della difesa dei diritti collettivi, invitando a una riflessione critica sulle decisioni che riguardano il futuro degli spazi comuni e la loro fruibilità da parte della comunità.