Due giorni per mettere in piazza l'identità di un paese, usando il teatro e l'arte per unire generazioni diverse. Il festival "Vivere la Terra" ha chiuso la sua tappa a Siliqua archiviando un fine settimana spalmato tra il centro abitato e le rovine del Castello di Acquafredda.
Il prologo è andato in scena sabato sera proprio ai piedi della fortezza medievale, con Matteo Fratarcangeli impegnato nello spettacolo teatrale “Da Dante ai giorni nostri, una riflessione sull’esistenza”. A seguire, la degustazione dei prodotti tipici curata dalla Cooperativa Antarias ha chiuso la prima serata.
Domenica la manifestazione ha cambiato scenario, spostandosi nel cuore di Siliqua. All'incrocio tra via Roma e Corso Repubblica è stato inaugurato il murale firmato dall'artista Andrea Sabiucciu e dedicato a Maria Lai. L'opera, intitolata “Creare Legami, Creare Comunità”, ha fatto da traccia al resto del programma, concentrato sul coinvolgimento dei più giovani. La Pro Loco ha messo al lavoro i bambini, facendogli colorare le stampe del vecchio tracciato ferroviario, mentre la compagnia Kyber Teatro ha gestito un laboratorio per adolescenti, preludio allo spettacolo serale di teatro civile “Il primo voto non si scorda mai”.
A tirare le somme della manifestazione è la sindaca Francesca Atzori, che inquadra così l'iniziativa: «Siliqua ha vissuto due giornate nelle quali luoghi, persone e linguaggi diversi sono riusciti a incontrarsi e a raccontare insieme il nostro territorio. Era questo uno degli obiettivi più importanti di “Vivere la Terra”: valorizzare ciò che siamo senza limitarci a custodire la memoria, ma trasformandola in qualcosa di vivo, capace di parlare anche alle nuove generazioni. Il Castello di Acquafredda, il murale dedicato a Maria Lai, il teatro, i laboratori e i momenti di convivialità hanno costruito un unico percorso e restituito il valore di una comunità che sa riconoscersi e aprirsi agli altri».
L'obiettivo, sottolinea la prima cittadina, era proprio evitare la semplice rievocazione nostalgica per puntare sul passaggio di testimone: «Il risultato più significativo è aver costruito occasioni capaci di mettere in relazione generazioni differenti. Dai bambini coinvolti nei laboratori agli adolescenti, fino al pubblico degli spettacoli e dell’inaugurazione del murale, ogni appuntamento ha aggiunto un tassello allo stesso racconto. Creare legami e creare comunità non è stato soltanto il titolo dell’opera dedicata a Maria Lai, ma anche il filo conduttore di queste due giornate».
La tappa siliquese rientra nel progetto itinerante promosso dall’Unione dei Comuni “I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris”. L'intento della rassegna, partita a maggio da Decimoputzu e finanziata dalla Regione e dalla Fondazione di Sardegna, è proprio quello di mettere in rete i vari centri del territorio, affidando l'organizzazione all’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.